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Pasolini. Pelosi racconta la sua verità: “Quella sera non ci siamo incontrati”

ROMA – «Pasolini mi voleva bene. Non ci siamo incontrati per caso quella sera come hanno detto tutti. Ci vedevamo da quattro mesi e lui con me si confidava. Ma io ‘sta cosa non l’ho mai detta. A chi importava quello che c’era tra me e lui? Io ero l’assassino, un minorenne sbandato che contava meno di niente. E lui era lui, che diceva cose che non capivo nemmeno.

Ma il bene sì, quello lo sentivo, quello si vedeva proprio». A raccontarlo in un’intervista a ‘Repubblicà Pino Pelosi, condannato per l’omicidio di Pier Paolo Pasolini. «Ci siamo conosciuti perchè lui – racconta Pino ‘la ranà – cercava ragazzi di strada per un film. Alla stazione Termini è passata la voce, io sapevo che che un regista cercava gente per una parte ma all’inizio non sapevo nemmeno chi era. Una sera è venuto, era estate ma era già scuro, e portava gli occhiali neri. Eravamo in 4 o 5, gli sono piaciuto io». «Dell’assassino – spiega Pelosi- non voglio parlare. Quello è nel mio libro appena uscito. La verità l’avevo già detta a Franca Leosini a ‘Ombre sul Giallò a Rai3, quando riaprirono l’inchiesta nel 2005. E quella rimane. Poi ora il regista Federico Bruno sta girando un film su quello che so e penso dell’omicidio». Nel libro «non c’è scritto che dopo che siamo stati insieme, io stavo uscendo dalla macchina e lui – sottolinea Pelosi -mi ha fermato con la mano: ‘Chiudi la portiera e il finestrino per favorè. Io mi sono arrabbiato ‘Perchè non lo chiudi tu?’. Lui ha sorriso, sembrava felice. Allora l’ho accontentato, mi sono affacciato nell’abitacolo per chiudere il finestrino e lui mi ha fatto una carezza. Poi ha detto ‘certe cose si fanno anche per fare piacere all’altro, poi ho freddò. Ho chiuso finestrino e portiera, mi sono girato, sono andato verso una rete per fare la pipì. Un minuto dopo non si è capito più niente. Qualcuno ha cominciato a picchiarmi. Mi sono girato, lo stavano massacrando. È stato allora che ha urlato ‘aiuto mammà. Dopo non ha detto più niente».

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