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A Cortina evadevano D’Ampezzo

 

Il 30 dicembre del 2011, la Guardia di Finanza decide di fare un controllo a tappeto per i negozi, gli alberghi e sui proprietari di auto di grossa cilindrata nella regine delle Dolomiti, Cortina D’Ampezzo. Mettendo a confronto gli incassi con quelli dello stesso giorno del 2010, il Ministero comunica la notizia che i ricavi, in quel periodo, sono magicamente aumentati del 300%. Nello stesso tempo, si scopre che una non piccola percentuale di proprietari di auto da 120 mila euro e oltre, dichiarava 30 mila euro di reddito ai fini Irpef. Molte di quelle auto sono intestate a società che dichiarano poco di meno o addirittura sono in perdita.

Soltanto uno sciocco può fare un titolo da prima pagina su casi come questo. Soltanto uno sciocco può ritenere di aver “scoperto l’evasione fiscale”. Soltanto uno sciocco può dare retta a chi parla di “Stato di polizia” o di “oppressione fiscale”. Quella dei gioiellieri e degli albergatori di Cortina è la realtà cinquantennale del nostro Paese, nel quale non è mai nato, non è mai esistito e mai esisterà un patto – cioè un contratto sociale (per chi non sappia cos’è si vada a leggere l’opera omonima di Jean-Jacques Rousseau) – fra i cittadini e lo Stato che racchiuda dentro di sé l’impegno a versare le imposte. Questo genere di accordo o patto è alla base di tutte le democrazie contemporanee, come quella americana, nata dalla rivolta dei coloni (“No taxation without representation”) contro la madrepatria e si fonda su un vero e proprio scambio, un rapporto sinallagmatico che racchiude una fiducia reciproca: io ti verso una certa cifra e tu mi dai certi servizi, del tipo ricorrere alla polizia o al pronto soccorso ogni qualvolta ne ho bisogno, la pulizia delle strade, gli asili nido, eccetera. In Italia questo patto non è mai esistito, perché, in sostanza, l’italiano medio non crede nello Stato, non sa cos’è lo Stato, non si pone il problema della sua esistenza e della sua utilità. L’anarchismo di destra dell’italiano medio (i gioiellieri di Cortina, i proprietari di Suv che sgommano sulla neve, i ristoratori che servono il pesce appena pescato a mille chilometri di distanza, pronti a difendere qualsiasi persona “per bene” venga ristretta in carcere per una truffa in grande stile) ritiene di poter sopravvivere sulle spalle del 75% dei concittadini, lavoratori dipendenti, che assolve forzatamente a quel patto, mentre loro possono continuare a dichiarare 20 mila euro l’anno.

Per tutti questi cinquant’anni gli anarchici di destra italiani hanno avuto una degna rappresentanza politica, cioè un ceto che ha difeso i loro interessi materiali e, con il berlusconismo, hanno celebrato i loro fasti, ora appena incrinati da una passeggera molestia che durerà qualche settimana. Poi, chinata la testa, potranno rialzarla con tranquillità, mettendo di nuovo in moto le loro Porsche e le loro Ferrari.

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