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Nigeria. Scoppia la rivolta popolare

MAIDUGURI (NIGERIA) – Maiduguri è diventata roccaforte degli estremisti islamici di Boko Haram.  I suoi seguaci si dice siano  influenzati dalla frase coranica che afferma: “Chi non è governato da ciò che Allah ha rivelato,  è tra i trasgressori”, e ispirati ai talebani afgani.

Ribattezzato “Boko Haram”,  dove Boko  è venuto a significare l’educazione occidentale, mentre haram significa proibito, avrebbero massacrato 49 persone dall’ inizio dell’anno, e almeno 510 solo lo scorso anno.
La mattanza dei cristiani, che hanno iniziato a  dirigersi verso il sud, lo sciopero ad oltranza, dove, durante le proteste è morto  uno studente di 23 anni, minacciano di paralizzare il Paese: in una notte il prezzo della benzina è più che raddoppiato, arrivando a un dollaro a litro.  
Le radici del malcontento risalgono a quando, durante il califfato di Sokoto, che oggi è nord della Nigeria, del Niger e del sud del Camerun, cadde sotto il controllo britannico nel 1903. Ci fu resistenza tra i musulmani della zona all’educazione occidentale, e  molte famiglie musulmane continuavano a rifiutarsi di mandare i loro figli alle scuole occidentali, un problema aggravato dalla classe dirigente che non vedeva l’istruzione come una priorità. In questo contesto, il carismatico religioso musulmano, Mohammed Yusuf, formata Boko Haram a Maiduguri nel 2002, aveva  messo in piedi un complesso religioso, che comprendeva una moschea e una scuola islamica. Yusuf morì nel 2010 dopo il suo arresto,  il suo corpo mostrato dalla televisione di stato e le forze di sicurezza dichiararono finita la setta degli  Boko Haram . Ma i suoi sostenitori  continuano a perseguire l’obiettivo di istituire un nuovo califfato, estendendo la sharia a tutto il territorio nazionale. Avrebbero forti legami con la politica locale e le forze di sicurezza delle etnie del Nord e contesterebbero duramente la presidenza del più popoloso paese africano, dove  è  eletto dall’ aprile del 2011 il cristiano Goodluck Jonathan. Jonathan appartiene invece agli Ijaw, un’etnia nel quale ha avuto origine il Movement for the emancipation of the Niger Delta (Mend), la formazione ribelle che per anni ha messo a ferro e fuoco la regione petrolifera nigeriana. Alla televisione di stato, due giorni fa, ha inoltre annunciato di voler decurtare lo stipendio dei ministri del 25%.
Il Pastore Ayo Oritsejafor, presidente dell’Associazione cristiana della Nigeria, ha dichiarato sabato che i membri del gruppo dovrebbero adeguatamente proteggersi, senza offrire alternative specifiche;  sollevando  quindi preoccupazioni per la rappresaglia.
Gli analisti dicono che il nord della Nigeria ha una storia di gruppi simili a Boko Haram, e che la minaccia scomparirebbe  solo se il governo nigeriano riuscirà  a ridurre la povertà cronica della regione e costruirà un sistema educativo che guadagna l’appoggio dei musulmani locali.

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