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“La Talpa”: eccellente cast per un geometrico Le Carré. Recensione. Trailer

ROMA – Tinker Tailor Soldier Spy è il titolo del romanzo di John le Carré da cui è stato tratto il film La Talpa, presentato in concorso all’ultima edizione della Mostra del cinema di Venezia. La regia è stata affidata alle abili mani dello svedese Tomas Alfredson, l’autore del pluripremiato horror Lasciami entrare.

La Talpa è una rara spy story negli anni della Guerra Fredda, giustamente intricata ai limiti della comprensibilità con una trama annodata che si risolve nella parte finale del film. Il protagonista è George Smiley, interpretato da Gary Oldman, una spia veterana allontanata dal Circus, i servizi segreti inglesi, insieme al suo capo Controllo, dopo una missione fallita in Ungheria. In gran segreto viene ingaggiato di nuovo per ordine del governo con lo scopo di stanare un agente doppiogiochista annidato tra i quadri del Circus. Fra i sospettati, che anche Controllo teneva sott’occhio, ci sono quattro pezzi grossi del dipartimento noti con i loro nomi in codice: Tinker, l’agente che ha preso le redini del Circus dopo la cacciata di Controllo, Tailor, Soldier e Poor man. Ma l’ombra del tradimento era calata anche sullo stesso Smiley.
Nel dare la caccia alla talpa, Smiley rilegge i trascorsi del Circus e le sue missioni con l’aiuto di un giovane e astuto funzionario dei servizi segreti, descritto da le Carré come “implacabilmente gentile”. Per la risoluzione del caso sarà decisivo l’incontro con Ricki Tarr, un ‘cacciatore di scalpi’, ovvero un cane sciolto assunto su commissione, che durante un viaggio a Istanbul si innamorerà di Irina, una bella e sofferente ragazza russa custode di un prezioso segreto.

La Talpa è un film di pregevole fattura, meritorie in particolare sono la regia e la fotografia. Tutte le inquadrature sono filtrate da un velo grigio-azzurro che rende in maniera efficace l’imperscrutabilità delle operazioni dei servizi segreti. Alfredson fa inoltre un sapiente uso della macchina da presa, dosando lente carrellate e zoomate all’indietro. Con questi movimenti il regista parte inquadrando un personaggio fino a contestualizzarlo nell’ambiente d’appartenenza, come per restituirci il senso di interdipendenza delle azioni degli agenti segreti, che erroneamente credono di poter agire in autonomia quando invece sono manovrati da qualcuno più grande di loro. Sono, insomma, tutte pedine di quella scacchiera che viene più volte mostrata nel corso del film.

Il personaggio di Smiley era già uscito dalle pagine di le Carré con James Mason e sul piccolo schermo con il volto di Sir Alec Guinness in una miniserie per la tv britannica negli anni ’70. Nel film di Alfredson Gary Oldman ci regala una prova attoriale lodevole e una maschera imperturbabile che esplode con delle sottili smorfie di rabbia in un paio di momenti della storia, sottolineati dai primissimi piani del regista. Accanto a Oldman, un cast di eccezionale livello, da John Hurt nel ruolo di Controllo, a Colin Firth che non poteva prestare la sua eleganza ad altri personaggi se non a Tailor, il “sarto”.      

La Talpa
Regia di Tomas Alfredson
Con Gary Oldman, John Hurt, Colin Firth, Toby Jones, Mark Strong, Tom Hardy, Benedict Cumberbatch, Ciaran Hinds
Soggetto di John le Carré
Sceneggiatura di Bridget O’Connor e Peter Straughan
Musiche di Alberto Iglesias

La talpa – trailer ufficiale

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