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Mafia. Giovanni Tizian il giornalista precario che vive da due settimane sotto scorta

MODENA – Giovanni Tizian è un giornalista freelance precario che vive a Modena.  Ha 29 anni è laureato in criminologia ed impegnato sul fronte antimafia con l’associazione DaSud.

 

Dal 22 dicembre scorso per questo motivo vive sotto scorta  24 ore su 24,  perché minacciato  dalla criminalità organizzata proprio per il suo lavoro di inchiesta sulle cosche al Nord, lavoro  che svolge ormai da diversi anni.  Un percorso  il suo fatto in solitudine, lontano dalla ribalta da precario, senza tutele.

Il giornalista è figlio di Giuseppe Tizian, un bancario di 36 anni di Bovalino Reggio Calabria, ucciso  dalla ‘ndrangheta a Locri il 23 ottobre del 1989 quando Tiziano aveva solo 7 anni.

 

L’Associazione DaSud ha promosso la campagna a sostegno di Tizian  “Io mi chiamo Giovanni Tizian” per organizzare iniziative, presentazioni, dibattiti e campagne web a sostegno del giornalista precario.

 

L’essere messo sotto scorta solo per aver scritto di mafia rende perfettamente l’idea del livello di pericolosità e radicamento che le organizzazioni criminali hanno raggiunto in una zona che, solo poco tempo fa, era considerata tranquilla. Solidarietà al giornalista arriva dalla Cgil di Modena che afferma: “Grazie alle sue inchieste –  e alle meticolose ricostruzioni di indagini e affari malavitosi, conosciamo da vicino un fenomeno così allarmante per la nostra provincia, che anche la Cgil ha spesso portato all’attenzione dell’opinione pubblica partendo dai casi di lavoro irregolare, di lavoratori non pagati di aziende in crisi e dal fenomeno diffuso di imprese e cooperative spurie che spesso mascherano attività illecite”. Nell’occasione il sindaco ricorda che “per il contrasto alla criminalità organizzata, serve anche rafforzamento di organici, aumento di risorse e maggiore coordinamento delle modalità operative di tutte le forze dell’ordine e della magistratura”.

 

“Io mi chiamo Giovanni Tizian”  è ciò che dice  anche Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Libertà,  nell’esprimere la propria “solidarietà al giovane giornalista costretto a vivere sotto scorta in Emilia Romagna per il lavoro di inchiesta sulle mafie al Nord e all’associazione DaSud che da anni svolge un lavoro prezioso di racconto delle mafie e dell’antimafia nel nostro Paese”. “Giovanni Tizian, figlio di Peppe Tizian, vittima innocente della ‘ndrangheta – prosegue il leader di Sel – è un giovane e coraggioso giornalista precario che fa con rigore e passione il proprio lavoro. È uno dei protagonisti dell’Italia migliore che vogliamo costruire. Proprio mentre le mafie sono incredibilmente sparite dalla discussione pubblica e nell’immediata vigilia del voto del Parlamento sull’on. Cosentino, riscopriamo quanto sia forte la presenza delle mafie nelle regioni settentrionali. Una verità che non è nota solo a chi finora non ha voluto vedere. Sosterremo il lavoro di Giovanni Tizian e dell’associazione daSud e di tutta la buona antimafia. Le mafie purtroppo – conclude Vendola – non sono più un’emergenza del Paese: serve che il governo consideri la lotta ai clan come una priorità. Questa è una delle richieste di Sinistra Ecologia Libertà al governo Monti”.

 

Tizian  a Modena continua a svolgere la sua lotta con inchieste e dossier  ed ha pubblicato anche  un libro dal titolo ‘Gotica’, pagine e pagine di nomi, documenti che dimostrano quanto il nord sia legato da una fitta rete di interessi economici con la mafia siciliana.

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