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“Tiepolo nero. Opera grafica e matrici incise”: una mostra da non perdere

CHIASSO –  “Tiepolo nero. Opera grafica e matrici incise”, curata da Lionello Puppi e Nicoletta Ossanna Cavadini, si inaugura al pubblico il 1 febbraio alle 18.00 al m.a.x.museo di Chiasso, e sarà visitabile fino al 5 aprile per essere poi presentata a Roma e, in seguito, a Venezia.

La possibilità di avere in mostra tutte insieme le opere dell’attività grafica di Giambattista Tiepolo e, per la prima volta, le matrici restaurate, rappresenta una grande occasione per il pubblico e gli appassionati estimatori.

All’interno del filone relativo alla “grafica storica”, il m.a.x.museo propone una prima svizzera, con l’esposizione dedicata alle incisioni di Giambattista (1696-1770) e di suo figlio Giandomenico Tiepolo (1727-1804), accompagnate dalle matrici in rame che le hanno generate.

Grazie alla sinergia fra il m.a.x. museo di Chiasso e l’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma è stato raggiunto un eccezionale obiettivo: il restauro delle matrici dei
Tiepolo e quindi la possibilità di renderle visibili al pubblico.

Conosciuto soprattutto come pittore e affreschista, Tiepolo si dedicò a più riprese all’incisione dell’acquaforte dando origine ad immagini, che per ideazione e qualità estetico-esecutiva segnano la storia della grafica moderna. I soggetti delle sue acqueforti rimangono ancora in buona parte misteriosi per i molti significati ermetici intessuti da rimandi allegorici e simbolici. Tali elementi lo legano alla cerchia del primo Settecento veneto in un momento di passaggio fra il tardo barocco e i riferimenti razionalisti dell’Illuminismo.

In mostra sono visibili, tutto il corpus delle trentacinque acqueforti di Giambattista Tiepolo, riunite nella serie dei Capricci (1733-1742 ca.) e degli Scherzi di fantasia (1743-1757) e una selezione delle stampe del figlio Giandomenico che ne continua l’attività incisoria, nonché alcuni disegni e bozzetti ad essa collegata. Accompagnano l’esposizione dodici matrici incise, poste a raffronto dell’opera a stampa; “rami” che permettono di comprendere la grande abilità esercitata a bulino e cesello dal maestro veneto. Sorprendenti, infatti, sono gli effetti luministici resi dal “libero” segno del Tiepolo. La suggestione esercitata sulla cultura del Moderno è anche documentata dalla raccolta delle incisioni La fuga in Egitto realizzata dal figlio Giandomenico, interamente presente in mostra.

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