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India. Il ministro Terzi parte per l’India. Obiettivo: portare a casa i due marò

ROMA – Il ministro Giulio Terzi è in procinto di partire per l’India. L’obiettivo dell’esponente del governo è quello di riuscire a portare a casa i due marò del battaglione San Marco accusati di aver ucciso  due pescatori. La vicenda è ancora avvolta da tanti punti interrogativi e riportare i due connazionali a casa non sarà una passeggiata.

“È importante non fare passi affrettati”, ha detto terzi. “Naturalmente – ha precisato in un’intervista rilasciata a Il Giornale – ora il punto numero uno dell’agenda di tutti i miei incontri è la sorte dei nostri due uomini in uniforme. L’obiettivo è quello di farli tornare a casa dalle loro famiglie. In India farò il punto con il sottosegretario De Mistura”.

Di certo questa vicenda si gioca sul filo sottile dei rapporti diplomatici e ogni reazione sbagliata potrebbe aggravare ulteriormente la situazione dei due militari. Tuttavia il titolare della Farnesina sembrerebbe ottimista e fa intendere che, vista la delicatezza della situazione, sarà bene armarsi di pazienza e calma per riavere i nostri connazionali in patria.

Nel frattempo sembra sia terminata la perquisizione a bordo della petroliera battente bandiera italiana Enrica Lexie. La polizia indiana ha prelevato e sigillato quattro pesanti casse, dentro le quali ci sarebbe del materiale rilevante al fine delle indagini.  
Lo scarico dei contenitori, due di ferro chiaro, uno lungo nero e un altro più piccolo blu, è avvenuto con una gru dal pontile della nave verso le tre di notte (le 23:30 italiane), alla presenza di un gruppo selezionato di 35 giornalisti, unici ad essere autorizzati a entrare nel terminal petrolifero del porto di Kochi dove si trova la nave.

Poco prima, attraverso una scaletta calata a fianco della chiglia, erano scesi gli otto membri della delegazione guidata dal console generale di Mumbai, Giampaolo Cutillo, e di cui fanno parte anche i due esperti balistici dell’Arma dei Carabinieri, giunti da Roma.  Il materiale sarà trasferito ora alla Polizia portuale. Dopodomani andrà al magistrato di Kollam e quindi al laboratorio forense di Trivandrum.  L’ufficiale, a capo di un team di una trentina di investigatori, ha sottolineato la «piena cooperazione» da parte italiana nella ricerca e confisca del materiale trovato a bordo, tra cui cui ci sono anche le armi in dotazione ai sei marò che facevano parte del team anti pirateria. Non è stato specificato alcun particolare sulla natura o quantità del materiale bellico. Per quanto riguarda la nave, ha aggiunto il commissario Kumar,  potrà ripartire solo quando le nostre indagini saranno terminate  e quando lo decideranno i giudici che dovranno pronunciarsi sulle cause di risarcimento intentate dai familiari dei due pescatori uccisi.

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