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Il ruolo misconosciuto dei difensori dei diritti umani

MILANO – Se ne accorgono in pochi, ma Onu e Ue stanno sostenendo da alcuni anni una rete di ong che lavorano a contatto con i governi e con gli organismi istituzionali deputati all’integrazione.

Queste organizzazioni spesso vivono di fondi pubblici, compiono – più o meno realmente – osservazioni riguardanti la presenza di minoranze sul territorio, pubblicano opuscoli, atti e rapporti, ma non si occupano, proprio per i loro legami con le istituzioni, della difesa delle minoranze perseguitate. E come potrebbe essere altrimenti, visto che la repressione degli esclusi avviene nel 90% dei casi in ragione delle politiche istituzionali, dell’operato delle forze dell’ordine, dei processi nelle aule di giustizia? Profughi, Rom, migranti poveri subiscono dunque, attualmente, le più gravi persecuzioni, senza che le organizzazioni umanitarie sostenute dai grandi enti sovrannazionali denuncino gli abusi istituzionali. Cortei, convention, raccolte fondi e girotondi antirazzisti sono solo cortine di fumo dietro le quali nuove forme di xenofobia e intolleranza crescono ed esprimono la loro distruttività, senza che vi sia alcuno scudo a protezione delle minoranze, se non l’opera dei difensori dei diritti umani. Difensori dei diritti umani che, nonostante una Convenzione delle Nazioni Unite e le Carte europee sui diritti umani riconoscano il loro ruolo fondamentale nella società civile, sono poi lasciati a se stessi e a propria volta perseguitati all’interno dagli stati in cui operano.

Link correlati:
http://www.ohchr.org/EN/Issues/SRHRDefenders/Pages/Declaration.aspx
http://www.ohchr.org/Documents/Issues/Defenders/CommentarytoDeclarationondefendersjuly2011.pdf
http://eeas.europa.eu/top_stories/091210_en.htm

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