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Alfano, Bersani, Casini impegni su legge elettorale. Buste paga più leggere

ROMA – Dopo la tempesta la quiete. Mentre i “retroscenisti” si sbizzarriscono per  decifrare il messaggio di Monti, l’editto di Seul è stato definito, “se il paese non è pronto possiamo non continuare”, Alfano, Bersani, Casini si incontrano, una riunione tranquilla, parlando di legge elettorale e ne indicano i capisaldi, insieme alle necessarie riforme costituzionali, riduzioni dei parlamentari, nuovo ruolo del Senato.

Mentre i tre leader discutono la quiete è interrotta da una nuova tempesta che colpisce tutti i lavoratori italiani e i pensionati: il taglio che  stanno trovando sulle buste paga e sull’assegno pensionistico  in queste ore del fatidico “27 del mese”  dovuto allo sblocco delle addizionali regionali e comunali. Aumenti boom anche per la benzina. A giugno poi un salasso dovuto all’Imu sulle prime case e ancor più sulle seconde.  Il vertice fra i tre leader, “liberi” da Monti, impegnato in colloqui bilaterali, propagandista eccellente del nostro Paese, va quasi in discesa. A conclusione prevedono che entro un mese al massimo si avrà una nuova legge con cui andare a votare nel 2013. Bersani riferendosi alle voci, rilanciate da Cicchitto, il capo gruppo del Pdl alla Camera, sul presunto tentativo del Pd di andare alle urbe in ottobre le definisce “ stupidaggini”. Ma c’è anche chi pensa che degli impegni presi pela riforma elettorale alla fine rimarrà ben poco. Il convitato di pietra dell’incontro che si è svolto nella sala usata da Berlusconi per le riunioni è,appunto l’articolo 18. La più importante agenzia di stampa, l’Ansa,parla di schermaglie, appena accennate, sulla riforma del mercatyo del lavoro. “L’articolo 18 – avrebbe esordito Bersani- va corretto, il testo e’ da cambiare e no al ricorso alla fiducia”. ”Il governo ha il diritto di porla”, rispondono Alfano e Casini. Ma alle accuse di essere stato troppo duro nel rispondere a Monti, Bersani replica secco: ”Monti poteva pensarci, si poteva ragionarci prima…”. ”E’ chiaro che sul lavoro ci sono posizioni differenti – cerca di conciliare le posizioni Casini al termine – ma si e’ chiesto alla politica di battere un colpo e noi l’abbiamo fatto: abbiamo raggiunto l’intesa sulle riforme costituzionali”. E’ la risposta all”avvertimento’ di Monti quello che conta: nessuno pensa davvero a possibili crisi, ne’ al voto anticipato.  Bersani,poche ore dopo il vertice a tre ,intervistato da Lilli Gruber smentisce tutto. Altrettanto fanno gli altri due leader. Ma è un dato di fatto che la riforma del mercato del lavoro pesa come un macigno nell’attuale fase politica. I retroscenisti  dei grandi giornali, che fino ad oggi non ne hanno indovinata una, si spremono le meningi per definire l’editto ndi Monti. Perché questi toni così duri? Perché il professore bacchetta gli italiani?

Camusso Bonanni e Angeletti.Il Parlamento accolga le nostre istanze

Forse la risposta più semplice la trova l’ex segretario della Cisl, Raffaele Bonanni ,quando afferma che il premier  “da quello che ha detto credo debba fare una verifica con la sua maggioranza. E’ un fatto politico, quello che ha sottolineato. Prima lo fa,meglio è”.  E rimanda al Parlemento la necessaria modifica delle proposte del governo sui licenziamenti. Anche Angeletti, segretario generale della Uil dice che l’articolo 18 “ha assunto una dimensione politica e simbolica. O si riesce a trovare un compromesso all’interno del Parlamento che accolga possibilmente le nostre istanze oppure tra un anno saremo ancora a parlare di articolo 18”.  Camusso si rivolge direttamente a Monti, non le va giù quel giudizio  dato dal professor Monti, senza possibilità di appello, cosa che viene data agli studenti.

Scioperi, presidi, manifestazioni

La risposta del segretario generale della Cgil che ha proclamato 16 ore di sciopero si sente offesa, in prima persona, è secca. “La mobilitazione in corso, con tante iniziative, presidi, manifestazioni al contrario di quello che pensa Monti non è il segno che “il Paese non è pronto”. “Bisogna essere sereni- dice Camusso-il Parlamento è sovrano e questa è la cosa fondamentale”. Nei territori e nei luoghi di lavoro mobilitazione unitaria cresce: “Sono il punto di riferimento delle nostre iniziative”.

Il leader Cgil: agevolare i licenziamenti è fuori luogo

Agevolare  i licenziamenti illegittimi? “Un intervento fuori luogo -prosegue  – in una stagione di crisi come questa, ma soprattutto un intervento da scongiurare perché darà alle imprese un potere assoluto, unilaterale. Siamo in attesa che  il governo, dal ‘salvo intese’, passi alla formulazione de disegno di legge”. Commentando ancora le parole di Monti il segretario generale della Cgil ripete che “bisogna essere sereni: parto da una dichiarazione che il presidente del Consiglio aveva fatto nei giorni scorsi, quella della sovranità del Parlamento e del riconoscimento del dialogo. Penso questa sia la cosa fondamentale”. Ribadisce l’importanza della centralità della funzione del Parlamento, in un periodo in cui “tutto possiamo permetterci tranne che non avere il riconoscimento del ruolo legislativo del Parlamento che non può essere in alcun modo condizionato”. Camusso ribadisce  che la CGIL chiederà al Parlamento di intervenire sicuramente per “reintrodurre il reintegro rispetto al tema del licenziamento” ma “una valutazione complessiva sull’intero impianto si potrà fare solo quando sarà disponibile il disegno di legge”. Infatti, ha aggiunto il numero uno di corso d’Italia, ci sarà da discutere tra le altre cose anche dell’idea di alzare i contributi per i collaboratori a progetto senza che si siano agganciati i minimi delle prestazioni economiche dei collaboratori ai minimi salariali contrattuali di pari livello.

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