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Alitalia. Dipendenti a rischio. Per Sabelli gli esuberi sono necessari per il pareggio di bilancio

ROMA – In questi giorni,  i diversi incontri svoltisi tra Alitalia e sindacati  riguardanti nuovi esuberi di personale dovrebbero avviarsi verso una conclusione si spera positiva.

I negoziati che sembrano essere tuttora in corso, in relativa tranquillità e soprattutto con una sottaciuta disponibilità da parte dei sindacati, dovrebbero portare a un accordo complessivo soddisfacente almeno per quel che riguarda Alitalia (circa 600 dipendenti di terra in cassaintegrazione). Ma l’A.D. Sabelli ha comunque voluto sottolineare che seppure la trattativa non si chiudesse a breve, non sarebbe affatto un problema. “Non c’è emergenza, siamo sereni, non ci sono scadenze drammatiche – l’operazione può aiutare a migliorare i mix professionali e adeguarli meglio al profilo nuovo della compagnia –  non è un problema di dimensionamento, di esuberi”.

Dunque secondo Rocco Sabelli il tema degli esuberi sarebbe stato più un’enfatizzazione della stampa, che una reale necessità, trattandosi più semplicemente di una “normale operazione di gestione corrente”. Gli esuberi si collocherebbero infatti nell’ottica del pareggio operativo di bilancio, fissato per l’esercizio in corso. Questo accade contemporaneamente all’espansione intercontinentale di Alitalia e all’accordo firmato in code sharing con la China Eastern.  Ma non si riesce perciò a capire se questo tipo di accordi siano solo e unicamente sulla carta. Alitalia dichiara infatti di espandersi ma non vi è chiarezza se i voli saranno operati effettivamente da Alitalia o se si tratterà solo di vendere posti per conto dell’altra compagnia in cambio di una “provvigione” e senza l’impiego di personale ed aerei Alitalia,  il che potrebbe allora spiegare gli esuberi. In altri campi sarebbe una forma di  esternalizzazione , ma in italiano diventa una forma di “crescita diversamente sviluppata”.

Si è svolto invece oggi il CDA di Alitalia, presieduto da Roberto Colaninno e illustrato dall’A.D. Rocco Sabelli in cui è stato approvato il progetto di bilancio del 2010 riferito al consolidato di Gruppo. Già nei giorni scorsi alla vigilia di questo Consiglio di Amministrazione i toni di Sabelli si sono rivelati particolarmente ottimistici. Una nota della società riferisce che i risultati del 2010 si chiudono con una perdita operativa di 107 milioni in miglioramento rispetto ai 274 milioni del 2009, da considerarsi “annus horribilis”, visti gli scarsi risultati economici dell’avvio. La situazione finanziara vede al 31 dicembre un indebitamento finanziario netto (esposizione verso le banche, mutui, scoperti di conto etc..) pari a 839 milioni (847 milioni al 31 dicembre 2009), e disponibilità totali pari a 415 milioni (347 milioni nel 2009).  I ricavi registrati ammontano a 3,225 miliardi, i passeggeri trasportati sono stati 3,24 milioni, con un risultato operativo ancora in segno negativo di 107 milioni di euro, ma comunque migliore rispetto ai -274 milioni di euro del 2009. L’elemento trainante in questo miglioramento è dovuto soprattutto all’incremento delle attività intercontinentali e internazionali.

Il calcolo del risultato netto finale è di -168milioni di euro, tenendo conto di accantonamenti ed oneri straordinari. Nel 2009 lo stesso risultato netto era stato di -327 milioni di euro.
Il  CDA ha inoltre confermato l’obiettivo del pareggio operativo nel 2011.

Nel frattempo un’ulteriore fonte di preoccupazione si è affacciata per tutti gli operatori del trasporto aereo; il problema petrolio scaturito dalla crisi libica, è infatti tutt’altro che da sottovalutare, anzi potrebbe costituire una variabile negativa per i costi e costringere a cambiare in itinere gli obiettivi stabiliti per il 2011. Alitalia spende all’incirca 800 milioni di euro l’anno in carburante, per cui oscillazioni del 4-5 % non sarebbero poi così irrilevanti o di poca importanza.
Una considerazione finale è sul come vengano esposti, anche enfaticamente, i  numeri di un bilancio comunque in rosso (come quelli del risultato netto o dell’esposizione finanziaria) oppure gli obiettivi che vengono “confermati” ….. bisogna vedere poi se e come verranno raggiunti; ad esempio tagliando sul personale.

Niente di nuovo dunque sotto il sole del capitalismo all’italiana a Fiumicino come a Termini Imerese.

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