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Caso Belsito. Lega nord nella bufera. Spunta la cartella “The family”

ROMA – Va a finire che a Bossi gli piglia un “coccolone”, se non si placa lo tsunami Francesco Belsitoche sta travolgendo la Lega Nord, il partito che un tempo diceva di essere contro la “Roma ladrona”.


E dopo il sequestro da parte dei Carabinieri e della Guardia di Finanza della documentazione contabile dentro la cassaforte del tesorirere del Carroccio è spuntata fuori una cartella assai interessante chiamata “The family”.
Gli investigatori ipotizzano che al suo interno vi siano i conti relativi ai soldi elargiti ai familiari di Umberto Bossi. Come la fiammante BMW in possesso del figliol prodigo Renzo, detto il “trota”. Particolari che si presume abbiano fatto andare su tutte le furie il Senatur.
Nel frattempo il Consiglio federale della Lega Nord si riunirà oggi in Via Bellerio per nominare il nuovo tesoriere, il quale avrà l’arduo compito di fare chiarezza sui movimenti del Carroccio. Per ora nessun nome è trapelato e neppure nessuna indiscrezione è emersa dopo la riunione della segreteria politica riunitasi ieri. Di sicuro il clima che si respira in casa Lega non è dei migliori, tant’è che in un primo momento si era parlato addirittura di imminenti dimissioni da parte di Umberto Bossi. 



 

Ad ammorbidire la tensione è intervenuta Carolina Lussana della Lega che dai microfoni del Tgcom24, da un lato,  definisce questa vicenda sconcertante, dall’altro puntualizza che le camice verdi stanno vivendo questo terremoto con assoluta serenità.” Una volta che la magistratura avrà fatto i suoi accertamenti, – dice l’esponente leghista –  la figura di Bossi e della Lega saranno riabilitate. Non fermiamoci alle indiscrezioni e se ci sono responsabilità personali del tesoriere non verranno fatti sconti. La Lega è parte lesa e non iscritta nel registro degli indagati”.
Ancora più incisivo l’intervento dell’eurodeputato Mario Borghezio, il quale metterebbe le mani sul fuoco su Bossi. “Escludo un suo comportamento men che legittimo, Umberto per come l’ho conosciuto io è un uomo che non sa neppure dove siano i soldi, è distante anni luce dal denaro”. E poi , “facendo l’avvocato civilista da una vita metterei la mano sul fuoco per me e per Bossi, ma su nessun altro”.

Chissà invece come la sta prendendo la base della Lega, quella fatta di gente in carne ossa, gli stessi che spesso appaiono con slogan che non risparmiano nessuno ai grandi raduni delle camice verdi. Il senatore leghista Giuseppe Leoni oggi ha lanciato un appello da Radio Padania Libera invitando tutti i militanti  e recarsi in via Bellerio prima che inizi il Consiglio federale per stare vicina al “capo”. 
”La politica e tutte quelle palle vengono dopo. Adesso dobbiamo stare uniti e vicini al capo”, ha detto Leoni.

Staremo a vedere se sarà così, oppure se la militanza indignata organizzerà un bel lancio di monetine leghiste in stile craxiano. D’altra parte il Senatur l’aveva detto in tempi non sospetti: “Se cade l’euro la Padania farà la sua moneta”.

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