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Fisco. Scoperti duemila evasori totali per 6 miliardi di euro

Ostentavano ricchezza. Belle auto, ville lussuose, ma non versavano un euro di tasse

ROMA – Nei primi mesi del 2012 sono ben 2.192 le persone risultate essere evasori totali. Grazie al lavoro della Guardia di Finanza si è scoperto che hanno tutti una caratteristica che li accomuna, ovvero “il non aver presentato per almeno un’annualità d’imposta la dichiarazione dei redditi”. Motivo per cui sono rimasti invisibili per il fisco, almeno fino a quando le Fiamme Gialle non sono entrate in azione e hanno scovato i cosiddetti “furbetti”.
Gli evasori, come spiega in una nota il Comando Generale della Guardia di Finanza, “c’erano e facevano la  bella vita a scapito degli imprenditori leali e rispettosi delle regole. Ostentavano macchine di grossa cilindrata, ville da sogno e ricchezze accumulate in anni e anni di collaudata disonestà e intanto, usufruivano dei servizi che non avevano mai contribuito a pagare”.

È sempre più difficile, dunque, tracciare un identikit dell’evasore poichè i risultati ottenuti dimostrano che nessuna categoria è potenzialmente da escludere: dagli imprenditori edili agli impresari, dai commercianti ai professionisti. “I maggiori  picchi di evasione -spiega ancora la Gdf- sono stati riscontrati nel settore del commercio all’ingrosso e al dettaglio (quasi il 25% del totale), delle costruzioni edili (circa il 22%), delle attività manifatturiere (11%), delle attività professionali, scientifiche e tecniche (5,7%) e delle attività di alloggio e ristorazione (5,5%)». Tra i casi analizzati dalla Guardia di Finanza, c’è quello di un noto bar a Thuile, rinomata località sciistica vicina a Courmayer, che negli ultimi 5 anni non ha dichiarato ricavi per 350 mila euro. Lo ha scoperto la GdF di Aosta dopo alcuni approfondimenti seguiti a un normale controllo sulle ricevute e sugli scontrini fiscali. Ma c’è pure la pasticceria nel centro di Reggio Calabria, apprezzata per le sue specialità dolciarie, che, oltre a non aver dichiarato, negli ultimi 2 anni, ricavi per 400mila euro, si avvaleva anche di lavoratori  in nero, messi dietro il bancone del bar o a dare una mano nel laboratorio.”

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