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Crisi. I dati parlano da soli. Basta sottovalutare la crisi delle famiglie

Pil e produzione industriale, una situazione disastrosa

ROMA – Dopo le stime disastrose sul PIL, oggi l’Istat attesta anche il crollo della produzione industriale: -7,3% su base annua. Tali andamenti dimostrano quanto si aggravi, di giorno in giorno, la situazione economica del nostro Paese. Il potere di acquisto delle famiglie, che dal 2008 ha conosciuto una contrazione di oltre il -11,8%, è il fattore determinante sul quale intervenire per invertire questa pericolosa tendenza.
Non è possibile, infatti,  continuare a sistemare i conti ed i bilanci senza occuparsi delle conseguenze che le operazioni avviate hanno poi sulle tasche delle famiglie e sull’intera economia. La crescita incontrollata di prezzi e tariffe e le manovre avviate finora continuano a creare discriminazioni e situazioni di forte squilibrio, accrescendo povertà e disagio sociale, e ampliando sempre di più la contrazione dei consumi, che è ormai arrivata ad intaccare anche il settore alimentare.
Solo quest’anno, secondo le stime dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori il calo dei consumi raggiungerà il -5%, con una diminuzione complessiva della spesa di 35,5 miliardi di Euro. A tale dato si aggiunge la continua diminuzione registrata a partire dal 2009 anche sul fronte dell’indebitamento, alla luce della quale non sorprende affatto la caduta del mercato dell’auto. Di fronte ad un calo così pesante della domanda, le conseguenze negative a cui stiamo assistendo sul tonte della produzione industriale e dell’occupazione sono, purtroppo, inevitabili.  Per questo è fondamentale per la nostra economia imprimere un decisivo segno di svolta all’insegna del rilancio della domanda interna e della crescita. Una vera e propria inversione di tendenza, da avviare attraverso una decisa azione di contrasto al caro vita, una detassazione a favore delle famiglie a reddito fisso (a partire proprio dalle tredicesime) ed un rilancio degli investimenti sul piano della crescita e dello sviluppo, a partire dagli investimenti per le reti e le infrastrutture digitali, indispensabili per un ammodernamento ed un salto di qualità del nostro Paese.
Non vogliamo più sentir parlare di mancanza di risorse, queste possono e devono essere reperite attraverso una seria azione sul piano della lotta agli sprechi e del contrasto sempre più aspro e determinato all’evasione fiscale, nonché attraverso una maggiore tassazione su grandi patrimoni, transazioni e rendite finanziarie.

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