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Bortolussi, Cgia Mestre: “Per incentivare emissione scontrini si sanzioni il cliente”

“Si vuole incentivare l’emissione degli scontrini e delle ricevute fiscali ? Allora, attraverso i blitz,  si ritornino a sanzionare anche i cittadini che non li richiedono.”

VENEZIA – A rilanciare l’ipotesi, in maniera molto provocatoria,  è il segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, che torna  a ribadire la sua contrarietà all’eventuale ipotesi di introduzione del “contrasto di interessi”: la possibilità concessa al cliente finale di “scaricare” una parte del costo dell’acquisto di un bene o di un servizio, al fine di far emergere un po’ di sommerso, comporterebbe una copertura economica che dovrebbe essere colmata dalla fiscalità generale.

“Perché mai – prosegue Bortolussi – dovremmo agevolare il cliente finale per far emergere base imponibile facendo perdere allo Stato il mancato gettito sottratto attraverso l’applicazione delle detrazioni ? E poi, siamo sicuri che nel lungo periodo l’imponibile emerso supererebbe il mancato gettito ? Credo che l’esperienza legata alle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie del 36% e quelle del 55% per la riqualificazione energetica dimostri l’esiguità dei vantaggi economici connessi ad operazioni di questo tipo. Anzi, lo Stato, secondo le ipotesi redatte nella Relazione tecnica del Governo allegata alla Legge di stabilità approvata l’anno scorso, ci rimetterebbe 2,4 miliardi all’anno”.

Il “contrasto di interessi” , torna a sottolineare la CGIA, nei Paesi dove è stato sperimentato non ha dato i frutti sperati. In Turchia, a Cipro Nord, in Bolivia e in Grecia, non solo l’evasione fiscale non è stata debellata, rimanendo a livelli molto elevati, ma ha prodotto un forte incremento dei costi burocratici e amministrativi. In altre parole, il contrasto si è rilevato un sistema tanto costoso quanto fallimentare.

Inoltre, va sfatata anche la tesi di coloro che sostengono che negli Usa, ad esempio, è possibile “scaricarsi” tutto. Non è così. I contribuenti americani possono scegliere se dedursi alcune spese in maniera analitica o forfetaria. In generale le seconde sono più convenienti delle prime.”

Allora ?

“In alternativa – conclude Bortolussi – si torni a multare, come succedeva fino a qualche anno fa, il cliente finale sprovvisto di scontrino o di ricevuta e coloro che non  li emettono. Questo è il vero contrasto di interessi da applicare perché si rimetterebbe sullo stesso piano artigiani, commercianti, liberi professionisti e i clienti finali che, non dimentichiamolo, sono quelli che devono pagare l’Iva.”

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