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Berlusconi parla di politica pensando al calcio

ROMA – Probabilmente Silvio Berlusconi da quando si è comprato Mario Balotelli si è montato la testa. Forse pensa che il suo partito, il Pdl, sia esattamente come una squadra da calcio dove si piazzano politici in campo, esattamente come calciatori del calibro di “Balo”, con l’unico obiettivo  di insaccare in rete una palla, qualunque essa sia e portare a casa l’agognato risultato.

Insomma il Cavaliere visto le sue ultime sparate deve aver confuso la politica con il campionato di serie A e l’Europa per una squadra avversaria in cui la maggioranza di calciatori è sicuramente di origine tedesca.
D’altra parte oggi durante la conferenza stampa indetta nella sede nazionale del partito, in via dell’Umiltà, Berlusconi ha esposto la sua tattica calcistica, pardon politica,  esponendo il suo programma. Tuttavia il dubbio che stesse  pensando alla doppietta di Balotelli  messa a segno nel giugno del 2012 proprio durante gli europei tra Italia e Germania, non è da escludere: “Bisogna spuntarla con il braccio di ferro con la Germania – ha detto –  altrimenti la realtà imporrà ai vari Paesi di uscire via dall’euro, con il rischio della fine dell’Eurozona e il ritorno alla propria moneta nazionale”, ha precisato. E poi: “L’austerità è applicabile solo alle economie in crescita, altrimenti è causa di recessione. E noi nel nostro programma – ha sottolineato il Cavaliere – abbiamo messo il superamento di una politica di austerità, che in Europa è stata imposta dalla Germania, e ha portato alla crisi, con 50 milioni di europei disoccupati o sotto-occupati”.

Parole che hanno provocato un coro di critiche anche dall’Europa, nelle quali si percepisce l’isolamento a cui Berlusconi sta andando incontro: “È una falsità” replica il cavaliere. “Anzi, ero la persona più informata e preparata, mentre ora ci sono solo burocrati che leggono quanto preparato dai loro uffici”.
“Oggi ai Consigli europei – ha affermato – siedono dei burocrati, che aprono la cartella, tirano fuori la cartuccella che gli è stata preparata e la leggono. Io sono per natura aperto ai rapporti umani, posso vantare l’amicizia con tutti i colleghi europei, con i presidenti americani che si sono succeduti, anche con Obama, poi con Putin e Medvedev”. 
Il commento del segretario del Pd Pier Luigi Bersani non tarda ad arrivare: “Bisogna stare attenti a questa battute da due soldi, perché se avessimo fatto i compiti che dovevamo fare dopo l’euro, certamente la Germania avrebbe ben meno da rimproverarci e potremmo parlare con voce più chiara anche alla Merkel”. “Le carte che abbiamo buttato via – continua Bersani – ce le hanno fatte buttare via loro, Berlusconi e la Lega. Adesso non hanno diritto di lamentarsi”.
Nel frattempo Mario Monti continua la sua propaganda ovunque si trovi senza lesinare attacchi ai principali avversari politici: ”  I vecchi partiti non sono in grado di offrire una visione nuova negli interessi dei cittadini come noi della società civile: uno fondato nel 1994, (Forza Italia ndr) non vecchio ma neanche nuovo e  uno fondato nel 1921″. Quest’ultimo riferimento è al Pci. L’affondo del premier non va giù a Bersani che replica: ” Almeno si tenesse ni limiti: la battuta di oggi è stata veramente infelice. Si può dir tutto in politica ma non ferire un progetto come il nostro, di cui lui non ha neanche una vaga idea”.
Forse anche Monti stava pensando al calcio, esattamente come fa Berlusconi. La palla per ora torna al centro campo per il fischio d’inizio. Arrivati a questo punto siamo sicuri che se qualcuno potesse si comprerebbe pure il risultato.

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