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Aumento del voto in Lombardia e su Maroni il fantasma delle firme false

MILANO – Mentre si aprono le urne ultime fiammate di una campagna elettorale, nel corso della quale, se ne sono viste di tutti i colori. Protagonisti in particolare, Berlusconi, la Lega di Maroni e un gruppo di votanti per M5S.

Il cavaliere, come già aveva fatto in precedenti elezioni, si è lamentato perché al momento in cui si è presentato al seggio per votare non è stato accolto dagli scrutatori con sorrisi e applausi e rivolgendosi a una giovane componente del seggio gli ha chiesto: “Ma tu non sorridi mai?” Nel frattempo arrivavano le tre ragazze esponenti del gruppo Femen che a torso nudo gridavano “Basta Berlusconi”. Parole scritte anche sui seni nudi. Poi ci sono i grillini che hanno fotocopiato la scheda votata il che non solo comporta l’annullamento della stessa e anche l’ipotesi di reato per voto di scambio.
Ma il “clou” di questo finale della campagna elettorale arriva da Milano.

Sulle elezioni regionali lombarde si stende anche l’ombra del reato di falso in atto pubblico materiale e ideologico  e aleggia come un fantasma sui ca. 8 milioni di cittadini lombardi chiamati a decidere chi sarà il nuovo Governatore della Regione Lombardia. Un fantasma che può terrorizzare il candidato del PDL- Lega Roberto Maroni. La procura di Monza sta infatti indagando su presunte firme false a sostegno della lista Maroni Presidente. Nel mirino è finito il consigliere provinciale lombardo della Lega Nord Giuliano Beretta accusato di avere falsificato 900 firme false. La denuncia è stata presentata alcuni giorni fa dai radicali per firme raccolte in pochi giorni e dall’indagine sono emerse irregolarità per quanto riguarda le procedure di autentificazione dell’80% delle sottoscrizioni. Si è saputo che il pm ha interrogato Giuliano Beretta e alcuni firmatari interrogati dal pm avrebbero raccontato di avere firmato un foglio fatto girare in famiglia. La procura di Lodi ha invece aperto un’indagine su una vera e propria rete specializzata nel fornire firme false ai movimenti politici intenzionati a presentarsi alle elezioni politiche regionali. Sono stati trovati dalla Digos, in uno studio legale a Milano e in appartamenti 83 timbri con i nomi dei giudici di pace di diverse regioni elenchi di firme e moduli in bianco. L’inchiesta è partita da un elenco di 500 sottoscrittori de la Destra di Storace, “ firmato da un giudice di pace che in realtà non l’aveva mai visto. Ad aggiungere veleno al clima già rovente di queste elezioni anche un atto vandalico e politico. Sono state prese di mira la sede del Pd zona Niguarda e della sede vicina di Rifondazione Comunista, i militanti hanno trovato vetrine rotte, muri imbrattati con le scritte “ Basta farse elettorali Lotta di classe” firmato stella 5 punte. Tutti gli occhi  sono puntati sulla Lombardia ,una regione importante già paragonata all’Ohio, lo stato americano decisivo per la vittoria alle presidenziali negli Stati Uniti, infatti c’è attesa per i risultati elettorali della Regione più ricca d’Italia,  dai quali  uscirà la maggioranza al senato per le elezioni politiche.

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