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Presidenti cercasi, Grillo se la prende con tutti

ROMA – Oggi il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle si è riunito per discutere sui nomi da candidare alla presidenza di Camera e Senato. Un passaggio  ‘obbligato’ alla ricerca  dei papabili, ovvero di coloro che sederanno negli scranni più alti delle istituzioni.

Per ora non si conoscono nè nomi, nè tantomeno le intenzioni dei singoli deputati, che come ben sappiamo con i giornalisti, soprattutto italiani, mantengono il massimo riserbo.
Tuttavia, e senza troppi indugi,  irrompe ancora nella scena politica il leader del Movimento 5 Stelle. Infatti, oggi Beppe Grillo ha letteralmente bruciato i freni inibitori scrivendo un articolo al vetriolo nel suo blog. Ha attaccato praticamente tutto e tutti, prendendo di mira partiti, istituzioni e perfino il Capo dello Stato.
” Povero Paese – scrive –  dove un presidente della Repubblica invece di andare in prima serata in televisione a condannare un atto eversivo di portata enorme come la triste sfilata di parlamentari negli uffici giudiziari, riceve Alfano (ex ministro della Giustizia…) al Quirinale il giorno dopo”.
E poi: “Povero Paese dove deputati e senatori della Repubblica si umiliano in gruppo per il loro padrone e occupano un tribunale della Repubblica senza che nessuno intervenga, senza il minimo pudore. Come faranno a guardarsi in faccia?”
Ma non è tutto. “Povero Paese – scrive ancora Grillo – con l’informazione peggiore (di gran lunga) dell’Occidente che usa il suo potere per infangare chiunque voglia il cambiamento, la trasparenza, la pulizia morale”. E infine: “Povero Paese in ostaggio degli interessi di tanti, di troppi, ma non del popolo italiano”.


Insomma, Grillo non lesina attacchi a tutto campo dal mondo della politica, allo scandalo del Monte dei Pachi passando per l’informazione, a tutto il sistema Italia che secondo il comico genovese è sulla via del tramonto.  Le affermazioni che fanno ancora discutere  sono quelle che Grillo ha rilasciato durante l’intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt, nella quale definisce l’Italia già fuori dall’euro. “Gli altri paesi ci terranno dentro fino a quando non avranno recuperato i loro investimenti”, avverte. Parole che sono rimbalzate nel vecchio continente alla velocità della luce, proprio alla vigilia del Consiglio europeo che si apre domani a Bruxellles e che hanno alimentato ulteriormente l’incertezza dell’opinione pubblica internazionale, già preoccupata per quanto sta accadendo nel nostro Paese ancora senza un governo e senza riforme che possano dare delle garanzie.

Sulla vicenda Berlusconi anche il Pd si è espresso senza mezzi termini: “Se in Parlamento arrivasse una richiesta di arresto per Silvio Berlusconi e gli atti fossero corretti e fondati, il Pd non avrebbe alcuna preclusione a dire sì. Noi rispettiamo il lavoro dei magistrati”, ha precisato Maurizio Migliavacca.
L’intervento di Napolitano, poi, non ha affatto calmierato la situazione sulla giustizia e sui provessi di Berlusconi. Anzi, il suo intervento è servito probabilmente  al Cavaliere a farsi forza davanti alla magistratura, tant’è che oggi ha detto: “”I ripetuti comportamenti processuali di una parte della magistratura, che è mossa da un pregiudizio politico, non sono più tollerabili. La magistratura si è trasformata da ordine dello Stato in un potere assoluto, onnipotente e irresponsabile”, ha tuonato Berlusconi. E poi: “Corre voce  che nel palazzo di giustizia di Milano si parli espressamente e senza vergogna di una ‘operazione Craxi 2’. Non sono riusciti a eliminarmi con il mezzo della democrazia, le elezioni, e ora tornano a provarci attraverso questo uso della giustizia a fini di lotta politica. Sanno che sono io il vero ostacolo sulla strada della sinistra”.

Il cavaliere, dal canto suo, tenta addirittura di giustificare il suo “legittimo impedimento”:   “Ero talmente sicuro di poter essere presente in aula prima di essere costretto a curarmi al San Raffaele da aver pensato al testo di una mia dichiarazione spontanea. Ai giudici avrei detto: ‘Il buon senso vorrebbe che io fossi altrove, a rappresentare gli interessi di 9 milioni di elettori. Invece sono qui, da cittadino offeso e indignato per una sentenza di primo grado che può essere considerata solo una sentenza costruita espressamente contro di me perché capovolge la realtà, offende il buon senso e cancella il diritto’…”.

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