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Usa. Obama si riduce lo stipendio per solidarietà alle “vittime” dello Sequester

WASHINGTON – Una decurtazione dello stipendio di circa 20 mila dollari. Il 5% dei 400 mila che percepisce per le funzioni di Presidente degli Stati Uniti.

E’ l’azione di solidarietà nei confronti dei suoi dipendenti federali di Barack Obama a seguito degli effetti del “Sequester”, la spada di Damocle dei tagli lineari alla Difesa e a molti settori del welfare piombata sulla testa degli americani da marzo. Una compartecipazione di Obama al “mea culpa” della politica, che non ha trovato l’accordo per tagli meno indolori per i cittadini comuni e i ceti medio alti. Alla prima tranche di 85 miliardi di tagli lineari nei settori cari a Repubblicani e Democratici, prevista per quest’anno, potrebbe seguire analoghe decurtazioni alla spesa pubblica fino a 1.200 miliardi entro il 2021. Sicuro che da qui a quella data un accordo bipartisan per effettuare una spending review condivisa tra i due partiti a stelle e strisce si trovi. Fino a quel momento però, tutti parteciperanno ai sacrifici. Almeno questo è il segnale che ha voluto dare Obama. Prima di lui, è necessario ricordarlo, aveva attuato analoga soluzione il segretario alla Difesa Chuck Hagel, ex senatore repubblicano del Nebraska, e veterano della guerra in Vietnam. Hagel ha rinunciato a 14 giorni di stipendio in ossequio ai 750 mila impiegati civili del Pentagono, che nei prossimi mesi dovranno restare a casa un giorno alla settimana per 14 settimane. Una misura analoga a tutto lo staff impiegatizio che compone il governo federale.

Mal comune mezzo gaudio? Non solo. La misura intrapresa da presidente democratico e dal suo staff sarà retroattiva fino al momento in cui il sequester è partito e riguarderà tutto l’anno corrente. Sicuramente siamo in presenza un gesto più simbolico che utile alla causa della salvaguardia delle casse pubbliche. “Ma che rappresenta – per usare le parole del Washington post – un gesto di teatro da parte del presidente che potrebbe funzionare nel contesto della politica statunitense”. Sia per la moralizzazione della politica (secondo il newspaper c’è da attendersi altre misure analoghe sia nell’area democratica che quella Repubblicana) , ma “soprattutto – secondo WP – per rimettere la necessità di un accordo al centro dell’agenda politica”. Tutti i senatori che non si adegueranno alla misura restrittiva subiranno la gogna mediatica. Che verrà moltiplicata in modo esponenziale soprattutto se è non condivisa tra coloro che non vogliono raggiungere la fumata bianca per la razionalizzazione della spesa pubblica del governo federale. Ma che vogliono far ostruzionismo politico sulla pelle dei cittadini. Innegabile la somiglianza con l’origine della pratica del Conclave papale: si narra che nel 1270 per accelerare l’elezione dei papi, i cittadini di Viterbo abbiano isolato e messo a “stecchetta” dentro alla sala Papale del capoluogo laziale tutti i grandi elettori del sommo pontefice. Una mossa strategica che ebbe successo. Da lì, l’elezione che normalmente durava anni subì un brusco acceleramento. Succederà anche negli States? God Bless America.

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