La cultura come spazio di responsabilità collettiva, l’arte come linguaggio capace di rendere visibile il cambiamento, le comunità come protagoniste della transizione ecologica e sociale. É con questa visione e con l’obiettivo di premiare chi la promuove quotidianamente attraverso l’arte, la cultura e l’impegno civico, contribuendo ogni giorno a costruire una società più giusta, inclusiva e sostenibile, che prende avvio il Premio Cambiare 2026 – L’arte di cambiare il mondo, promosso dall’Associazione Dire Fare Cambiare APS e realizzato grazie al contributo del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, nell’ambito delle azioni di attuazione della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSvS6).
Il premio, arrivato quest’anno alla sua quarta edizione, gode del patrocinio di Roma Capitale – Assessorato alle Politiche Sociali, di UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, del CNG – Consiglio Nazionale dei Giovani, dell’ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, dell’UNPLI – Unione Nazionale Pro Loco d’Italia, della Fondazione Symbola, del CSV Lazio – Centro di Servizio per il Volontariato del Lazio e VAIA in qualità di partner culturale che condivide la missione di rigenerazione e innovazione sostenibile.
«Il Premio Cambiare non è un semplice riconoscimento, ma una piattaforma culturale nazionale che traduce i valori dell’Agenda 2030 in esperienze concrete, condivise e replicabili e offre due distinte opportunità di partecipazione, una focalizzata su Roma e l’altra su scala nazionale – spiega Giulia Morello, fondatrice dell’Associazione Dire Fare Cambiare e direttrice artistica del Premio Cambiare. – La prima fase del Premio è dedicata alla città di Roma e si rivolge a singoli cittadini, artisti, associazioni, scuole, enti del Terzo Settore, gruppi informali e realtà culturali che operano nella capitale. Sono proprio loro, artefici di una silenziosa rivoluzione culturale spesso misconosciuta, che saranno premiati in Campidoglio il 23 aprile 2026 in una cerimonia di premiazione nella Sala della Protomoteca».
I/le candidati/e possono essere segnalati/e dal Comitato di selezione del Premio oppure attraverso una candidatura dal basso, aperta a tutte e tutti e gratuita.
Le candidature saranno raccolte dal 2 febbraio al 15 marzo 2026 tramite un apposito link sul sito premiocambiare.it, indicando la persona o la realtà che meglio rappresenta l’arte di cambiare il mondo.
Ogni vincitore o vincitrice sarà premiato/a in una delle otto categorie in cui è articolato il Premio.
Queste le otto categorie che verranno premiate ad aprile, di cui 2 con menzioni specifiche under 35, nate proprio per valorizzare al massimo il contributo e il protagonismo giovanile:
– Arte e Cultura Percorsi affermati
– Arte e Cultura Nuove Energie (14-35 anni)
– Comunità che Cambiano il Mondo
– Giovani che Cambiano il Mondo (14-35 anni)
– Diritti/Pari Opportunità
– Ambiente e Sostenibilità
– Cittadina/o che Cambia il Mondo
– Divulgatrice/ore per il Cambiamento
Subito dopo l’evento romano, il Premio si allargherà a tutta l’Italia selezionando festival che siano naturali alleati per visione e valori e che, tra giugno e dicembre 2026, abbiano saputo dimostrare attraverso la propria programmazione un chiaro impegno su temi come sostenibilità, inclusione, diritti e partecipazione.
Verranno così selezionati otto festival che, costruendo una rete attiva, diventeranno ufficialmente Festival Partner del Premio Cambiare 2026 e ospiteranno una tappa del Premio Cambiare. Essere Festival Partner significa assumere un ruolo attivo nella promozione dei valori del Premio.
Il coinvolgimento si traduce in un impegno concreto che va dall’ospitalità della mostra multimediale — che raccoglie e restituisce le molteplici voci, gli sguardi e le narrazioni dei giovani coinvolti nei progetti del Premio Cambiare — all’assegnazione di un riconoscimento ad artiste e artisti della propria programmazione, fino alla coprogrammazione di momenti di confronto e talk dedicati al contributo culturale ai temi dell’Agenda 2030, del cambiamento sociale e dello sviluppo sostenibile.
Essere Festival Partner significa inoltre entrare a far parte di una rete nazionale di festival che, attraverso la cultura, promuovono pratiche di cambiamento e innovazione sociale.
Anche in questo caso le modalità complete di candidatura per i festival saranno pubblicate sul sito del Premio Cambiare a partire dal 2 febbraio 2026 e i festival partner saranno proclamati durante la cerimonia del 23 aprile in Campidoglio.
I vincitori e le vincitrici di ciascuna categoria saranno premiati con il VAIA CUBE, l’amplificatore naturale in legno di recupero dalle tempeste Vaia. Più di un oggetto, è il simbolo concreto del Premio Cambiare: rappresenta la rigenerazione del territorio, l’innovazione che nasce da una ferita, il design al servizio della sostenibilità e la capacità della cultura di dare nuova voce e forma, nonché di amplificare le buone pratiche.
La selezione e la giuria
Con l’obiettivo di garantire un processo di selezione trasparente e plurale, Il Premio Cambiare seleziona i candidati e premia i vincitori attraverso due organismi distinti.
Il Comitato di Selezione, composto da esperti del settore culturale, sociale e ambientale, ha il compito di esaminare tutte le candidature e di segnalare progetti meritevoli. Ne fanno parte: Gabriella Giarratano, Susanna Pietra, Sandro Polci, Rossella Muroni, Silvia Belleggia, Emilia Martinelli, Martina Attanasio, Mario German De Luca e Simonetta Cervelli.
La Giuria incarna in modo innovativo il principio di democrazia culturale su cui si fonda il Premio.
È composta da personalità del mondo artistico e culturale, da figure impegnate nella divulgazione, nell’ambientalismo e nel giornalismo.
Ne fanno parte Barbara Ronchi, Anarkikka, Erica Mou, Luca Giansanti, Marianna Moser, Alessandra Pagliacci e Silvia Mobili, oltre a soggetti collettivi portatori di esperienze uniche e necessarie.
Una composizione plurale che riflette la volontà del Premio di valorizzare sguardi diversi e competenze trasversali nella lettura del cambiamento culturale e sociale.
«Questa giuria straordinaria incarna il principio che la cultura sia un bene comune, e che la sua valutazione possa e debba essere partecipata – aggiunge Giulia Morello. Per questo abbiamo voluto la presenza di alcune voci che assicurino non solo la qualità formale dei progetti, ma anche la loro reale capacità di generare impatto sociale, inclusione e cambiamento concreto, allineando il metodo di giudizio ai valori che intende promuovere. E così, per la seconda volta, al tavolo di valutazione, accanto a personalità di spicco del mondo artistico e culturale, siedono anche soggetti collettivi direttamente coinvolti nei progetti del Premio.
Ne fanno parte un gruppo di uomini detenuti della Casa di Reclusione di Rebibbia, attivamente coinvolti nei laboratori e nei workshop del Premio Cambiare, a testimonianza della cultura come leva di riscatto e cittadinanza attiva; le donne protagoniste del progetto Hear Me Now – realizzato da Dire Fare Cambiare in collaborazione con l’Associazione Differenza Donna – sviluppato attraverso laboratori musicali e culminato con la creazione della canzone “Cambia il vento” e momenti di restituzione pubblica, trasformando la musica e la cultura in strumenti concreti di espressione e riappropriazione della propria voce; la classe 3D del Liceo Scientifico Alessi di Perugia, a rappresentare il protagonismo delle giovani generazioni e il loro ruolo attivo nella costruzione di un futuro sostenibile.
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