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A Laura Boldrini 120mila firme a sostegno di Report e contro le querele temerarie

L’iniziativa promossa da articolo 21 e Libera informazione

ROMA – Una delegazione di Articolo21 (composta da Giuseppe Giulietti, Federico Orlando, Tommaso Fulfaro e Stefano Corradino) , Change.org (Salvatore Barbera, Sergio Cecchini ed Elisa Finocchiaro) e Libera Informazione rappresentata dal direttore Santo Della Volpe insieme ai giornalisti Milena Gabanelli e Paolo Mondani di Report e alla free lance Amalia De Simone, ha incontrato il presidente della Camera Laura Boldrini e il suo portavoce Roberto Natale per consegnare le 120mila firme raccolte sulla piattaforma  HYPERLINK “https://www.change.org/it/petizioni/salviamo-report-e-il-diritto-di-informare” \t “_blank” Change.org  a sostegno di Report, dopo la querela ricevuta dall’Eni per un servizio del dicembre scorso, con una richiesta di risarcimento di 25 milioni di euro. Un’incontro durato oltre un’ora nel quale il presidente Laura Boldrini ha ascoltato con attenzione gli interventi dei presenti sottolineando l’importanza dell’iniziativa a tutela del diritto di cronaca ed esprimendo la sua intenzione di recepire le istanze della petizione approfondendo anche la legislazione internazionale in materia di diffamazione querele temerarie. La petizione è ststa presentata in una conferenza stampa .
Dodici scatoloni con 10mila firme ciascuno per un totale di 120mila: così si presentava  il tavolo della Federazione nazionale della stampa dove si e’ tenuta la presentazione dell’iniziativa lanciata da Articolo21 e Libera Informazione sul sito Change.org.
”Le querele temerarie sono un vero e proprio strumento di intimidazione e di pressione – afferma Stefano Corradino, direttore di Articolo21 e autore della petizione – per scoraggiare le inchieste e disincentivare lo spirito critico che dovrebbe ispirare l’attività del cronista”.
Il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti ha sottolineato che l’associazione ”non dice solo basta ai bavagli: chiediamo la liberazione dai vecchi bavagli. Nel documento dei 10 saggi molto c’e’ sulle intercettazioni, poco su conflitto d’interesse, nulla sul diritto di cronaca e questo non ci piace”.
“E’ nostra intenzione – ha affermato Santo Della Volpe, direttore di Libera Informazione non limitare le proteste al solo caso Report, uno dei più eclatanti, ma allargare esempi e proposte prendendo spunto dai tanti casi di intimidazioni contro giornalisti impegnati in inchieste scomode, fra l’altro molti di questi precari che svolgono la loro attività in realtà difficili del Paese con un alto tasso di criminalità”.
Il direttore delle campagne di Change.org Salvatore Barbera, ha ricordato tra l’altro gli importanti successi gia’ ottenuti dalla piattaforma in dieci mesi di attività in Italia. Ribadendo la natura di Change.org che “non vuole creare un’agenda politica ma consolidarsi come uno strumento che consenta a tutti i cittadini di proporre campagne e petizioni, di portare istanze personali o collettive all’attenzione dei media”.
Il segretario Fnsi Franco Siddi ha sottolineato come “anche con un governo di larghe intese, su materie centrali come liberta’ e informazione, il sindacato non cancella nulla della propria della propria agenda. Chiederemo di liberarci dai bavagli delle querele temerarie, perche’ molti giornali bloccano le notizie appena ricevono avvisi di querela”.
Le “querele temerarie” – ha affermato nel suo intervento Vittorio Di Trapani, segretario Usigrai – più che per la sacrosanta tutela di chi si sente offeso, si configurano come intimidazioni a chi fa inchiesta. per questo è necessario intervenire sulla depenalizzazione del reato di diffamazione”.
Hanno raccontato poi le vicende che li hanno visti protagonisti Paolo Mondani, giornalista di Report e autore dell’inchiesta sull’Eni oggetto della querela, la giornalista freelance e precaria Amalia De Simone che ha ricevuto numerose querele per diffamazione all’indomani delle sue inchieste sulla criminalita’, e il giornalista Antonello Mangano, querelato per molte inchieste su mafia e n’drangheta in Sicilia e Calabria e si è avvalso della consulenza dello Sportello Querele Temerarie per un’inchiesta da lui realizzata sulla Salerno-Reggio Calabria.
Gli avvocati Domenico D’Amati, membro del comitato giuridico di Articolo21 e Giulio Vasaturo hanno illustrato il lavoro fatto in questi anni dallo “Sportello querele temerarie”. Che consegna una proposta al Parlamento: quella di una normativa che preveda tra l’altro, il deposito di una cospicua cauzione da parte del querelante che dovrà risarcire il querelato in caso di perdita in sede giudiziaria”.
Il senatore Corradino Mineo e il deputato Pino Pisicchio hanno chiuso i lavori esprimendo il proprio impegno ad occuparsi nelle sedi parlamentari del tema delle querele temerarie e della tutela del diritto di cronaca.

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