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Camorra. Maxi blitz contro clan Polverino. 108 arresti

ROMA – Sono 108 le ordinanze di custodia cautelare eseguite, tra ieri e oggi, in Spagna e in Italia nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Dda partenopea sui traffici illeciti del clan camorristico Polverino. I provvedimenti eseguiti riguardano affiliati di vertice e gregari dell’associazione criminale da anni presente nella zona di Marano di Napoli e di Quarto e con infiltrazioni nei comuni vicini, ereditando il potere camorristico della famiglia Nuvoletta.

L’indagine, di cui ieri sono già state fornite ampie anticipazioni, rappresenta la naturale prosecuzione di un’attività investigativa culminata, nel maggio 2011, nell’arresto di 46 persone e nel sequestro di oltre un miliardo di euro di beni. Lo sviluppo delle indagini ha trovato nuova linfa dal racconto di tre affiliati al clan che hanno deciso di collaborare con la giustizia, tra questi Roberto Perrone, ex capozona di Quarto.

Tre i settori in cui il clan investe: il traffico internazionale di stupefacenti, la gestione delle attività estorsive e l’imprenditoria spaziando dai prodotti alimentari alle costruzioni edili. Il gruppo criminale è strutturalmente presente da anni in Spagna, lungo la costa tra Malaga e Barcellona, a dimostrazione degli arresti eseguiti in queste ore nella penisola iberica dalla Guardia civil.

Tra le persone finite in carcere ci sono esponenti di spicco dell’organizzazione, compagine leader in Italia delle importazioni di hashish dal Marocco, attraverso la Spagna. Gli indagati sono responsabili, con distinti ruoli, di associazione di stampo camorristico, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, di numerose importazioni dalla Spagna di ingenti quantitativi di hashish, con le aggravanti del metodo mafioso e della modalità transnazionale, oltre che di estorsione e di trasferimento fraudolento di valori.

La potente e ricchissima organizzazione criminale aveva, infatti, creato una base stabile per i traffici illeciti di droga e aveva investito e riciclato capitali illegali in diverse attività imprenditoriale, principalmente l’edilizia.  Tra le persone finite agli arresti domiciliari anche due agenti di polizia, in servizio a Napoli, per un episodio di tentata corruzione per il rilascio di un passaporto a uno degli indagati, pluripregiudicato.   Dalle indagini è stata confermata la posizione di vertice dell’organizzazione di Giuseppe Polverino detto ‘o Baronè, storico capoclan arrestato in Spagna nel marzo 2012. Coinvolti nei traffici anche la moglie, il figlio e una figlia, accusati di coordinare le attività imprenditoriali riconducibili alla famiglia e di trasmettere agli affiliati liberi e ai latitanti del gruppo gli ordini impartiti da boss durante i colloqui in carcere. Tra gli arrestati Gennaro Prencipe, esponente della politica locale di Quarto, candidato sindaco nel 2007 e in carica da quattro consiliature.

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