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Bollette luce, gas e rifiuti. Una spesa da 2.488 euro. Il 75% in più rispetto al 2000

ROMA – Anche nel 2013 non si arresta la crescita delle bollette di elettricità, gas, acqua e rifiuti, che continua ad incidere in maniera determinante sul potere di acquisto delle famiglie.

Il C.R.E.E.F. – Centro Ricerche Economiche Educazione e Formazione della Federconsumatori, ha rilevato che per l’energia elettrica, il gas, l’acqua  ed i rifiuti la spesa complessiva nel 2013 ammonterà a 2.488 €, il +75% rispetto al 2000.
Ben il doppio rispetto all’aumento del tasso di inflazione dal 2000 ad oggi, che risulta pari al 32,6%.
L’aumento medio delle tariffe rispetto al 2012, invece, risulta pari al +5%, ovvero 113 Euro in più.
Le ultime disposizioni del Governo Monti sugli incentivi alle imprese energivore caricati sulle utenze domestiche, nonché l’aumento dell’IVA previsto da luglio non faranno altro che peggiorare una situazione già critica. Inoltre, con l’adozione del nuovo metodo tariffario transitorio nel servizio idrico, si paventano nuovi aumenti che potrebbero superare il 10%. Ulteriori aggravi sono previsti con l’istituzione della Tares.
Per questo è fondamentale intervenire immediatamente attuando i seguenti provvedimenti.

Nel settore del gas:
– dare piena attuazione alla riforma del gas sul mercato all’ingrosso,
– ridurre la pressione fiscale sulle bollette del gas (che attualmente è il doppio rispetto alla media europea) ed abolire la tassa sulla tassa, ovvero l’assoggettamento all’IVA delle imposte erariali e delle addizionali regionali,
– sterilizzare automaticamente l’incremento dell’Iva all’aumento del costo della materia prima
– smetterla di considerare il metano per il riscaldamento come un “bene di lusso”, portando quindi l’Iva al 10%, scongiurando inoltre l’aumento dell’IVA dal 21 al 22% da luglio.

Nel settore dell’energia elettrica:
– ripulire gli “oneri di sistema” nelle bollette elettriche per le voci impropriamente annoverate tra le fonti rinnovabili e sgravare dalle bollette domestiche gli incentivi sulle imprese energivore,
– modificare il meccanismo di sostegno a queste ultime trasferendo gli incentivi sulla fiscalità generale,
– esentare dall’imposizione dell’IVA i diversi contributi ed incentivi annoverati tra gli oneri di sistema,
– riformare, rendendola più equa e trasparente, la bolletta elettrica.

Nel settore idrico:
–  dare applicazione alla volontà popolare emersa dal referendum del 2011,
–  prevedere piani tariffari di distretti territoriali o regionali sostenibili per i bilanci delle famiglie, accompagnati da una qualificazione degli standard di servizio,
– rendere omogenea la tariffa sociale, nell’ambito di un confronto con le Associazioni dei Consumatori.

Nel settore dei rifiuti:
–  restituire l’importo dell’Iva ai 17 milioni di cittadini che hanno pagato indebitamente tale imposta sulla Tia 1 e sulla Tia 2
–  disporre un rinvio della nuova Tares al 2014, disponendo tariffe sociali omogenee e piani tributari sostenibili per i bilanci delle famiglie e regolamenti, da definire attraverso il confronto con le Associazioni dei Consumatori.  

Di seguito, la comparazione delle attuali tariffe con quelle del 2000.

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