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Grecia, caos Ert. Lettere di licenziamento ai dipendenti. Nerit il nuovo nome

ATENE – Prime lettere di licenziamento per i dipendenti Ert. In attesa che il Parlamento decida le sorti della tv pubblica greca, i circa 2700 impiegati, secondo quanto si apprende dalla stampa internazionale, starebbe ricevendo comunicazioni di fine rapporto lavorativo.

A sedici giorni dalla decisione del premier conservatore Antonis Samaras di interrompere le trasmissioni della “Rai greca”, la questione è tutt’altro che sulla via della risoluzione. Una risoluzione tanto difficile che ha visto la crisi di governo e la fuoriuscita di Dimar, la sinistra democratica, partner meno consistente del tripartito che sosteneva il governo di larghe intese assieme a Nea Democratia e al Pasok di Venizelos.

Il nuovo governo a due teste che gode di solo 4 deputati sul “surplus”  della maggioranza richiesta, ha nominato nei giorni scorsi Pantelis Kapsis come viceministro senza portafoglio per portare alla luce una risoluzione per quanto riguarda il nuovo sistema radiotelevisivo. A lui il compito di costruire una nuova tv pubblica più snella, che rientri agevolmente nei 300 milioni di budget annuali che lo stato è in grado di sostenere per la messa in onda delle trasmissioni. E che non preveda un aumento del canone di 50 euro che attualmente i greci pagano per usufruire dei servizi.

Ma all’interno delle strutture continua il caos. Non solo la spada di Damocle di un possibile licenziamento a agitare gli animi dei dipendenti del comparto pubblico. Ma anche l’incertezza dei tempi di ritorno alla normalità. Attualmente continuano senza sosta le trasmissioni dei ribelli su internet. Mentre rimane incerta la data del ritorno alla normalità per quanto concerne il segnale televisivo, che ancora rimane oscurato. Di certo si saprà solo che il nuovo canale si chiamerà Nerit e che farà risparmiare alle casse pubbliche 100 milioni. Quanti poi effettivamente saranno risparmiati, conti alle mano per i conti generali sarà difficile quantificarlo, visti i mancati introiti e le tanto bistrattate manovre di austerity risolutive dal punto di vista nominale ma non in quello effettivo. Ma tant’è che il nuovo progetto almeno nelle intenzioni attuali si configura come più snello. Un “under construction” vero e proprio, come si desume dal sito ufficiale ert.gr . Da cui si è sollevato un vespaio e una crisi di governo che fa aumentare la sensazione di instabilità. Tanto che in Grecia impazzano i sondaggi, alcuni dei quali vedrebbero ancora in leggero vantaggio il partito di Samaras, piantonato a poco meno di due punti percentuali da Syriza.

Intanto gli organi filo-governativi cercando di far passare l’estrema misura di Samaras come una decisione necessaria. Soprattutto perchè si abbatte su un comparto che negli ultimi trenta anni è stato additato dai più come un sistema corrotto che ha rappresentato per anni il simbolo della corruzione dei favori della politica e dell’incompetenza. Ma ovviamente non tutti la pensano così. Soprattutto per quel che concerne i lavoratori, molti dei quali si ritroveranno come moltissimi dei loro compatrioti senza mandato e mandante. Dalle stelle alle stalle nel giro di poco tempo.

“Abbiamo la possibilità di costruire una nuova emittente che sia vicina alle esigenze dei greci e lontana dai partitismi” è stato il commento di Kapsis. Mentre sul fronte sindacale si annunciano battaglie: “Come è possibile licenziare qualcuno firmi la lettera di licenziamento?” Il commento di Panayiotis Kalfayannis, presidente della federazione dei sindacati di Ert. Insomma la questione è tutt’altro che vicina alla soluzione pacifica.

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