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Cgil. I sindacati luci e ombre sul decreto lavoro

Sindacati in audizione al Senato sul decreto Lavoro. Per la Confederazione “no a peggioramenti, il Parlamento corregga solo le misure inique e le norme su ulteriori flessibilità che non ci convincono”

ROMA – “Un primo segnale di attenzione al lavoro e alla coesione sociale. Molti interventi hanno un carattere discontinuo e guardano all’incremento dell’occupazione giovanile, altri come quelli che riguardano ulteriori flessibilità del mercato del lavoro non ci convincono”. E’ quanto affermato oggi dal Segretario Confederale della CGIL, Serena Sorrentino, oggi in audizione al Senato sul decreto lavoro. “L’attuale testo – ha aggiunto – contiene notevoli miglioramenti rispetto alle bozze originarie in ragione di impegni del presidente Letta e dello stesso ministro Giovannini assunti con le organizzazioni sindacali, in particolare su Expo e deroghe nazionali demandando tale discussione ad un accordo tra le parti che potesse tenere insieme previsioni contrattuali e ottimizzazione degli investimenti.

Nel merito del decreto, ha osservato la dirigente sindacale, “è positivo aver concentrato l’attenzione sull’occupazione giovanile con interventi e incentivi che favoriscono l’assunzione a tempo indeterminato. Appare quindi contraddittorio che nella parte che riguarda le modifiche alla legge 92 si intervenga di nuovo sulla flessibilità in entrata, in particolar modo sul tema della acausalità dei contratti a termine e delle proroghe e sulle limitazioni alla contrattazione collettiva su altre tipologie”. Inoltre, ha proseguito Sorrentino, “appare positivo aver esteso la responsabilità solidale sui compensi dei collaboratori a progetto e le norme sulle dimissioni in bianco anche ai lavoratori autonomi. Appare invece non opportuno un ulteriore intervento sul testo unico sull’apprendistato. Per ciò che attiene l’articolo 9 – ha precisato la sindacalista -, in particolare i contratti di prossimità ai sensi dell’articolo 8 legge 148 (manovra Sacconi Tremonti), sebbene la norma sia finalizzata solo al monitoraggio, continuiamo a chiedere l’abolizione di quell’articolo, così come dell’articolo 9 di quella stessa legge che riguarda i lavoratori disabili, in ragione anche della recente sentenza della Corte di giustizia europea che ha sanzionato il nostro paese proprio sulla disparità di accesso e tutela dei lavoratori disabili”.

Inoltre, “per ciò che attiene le misure attinenti all’Iva, bene lo stop all’aumento fino al primo ottobre ma preoccupa la possibilità di aumentare le addizionali locali che inciderebbero ancora una volta sui redditi fissi. Per questa ragione – ha proseguito la dirigente sindacale – auspichiamo che si proceda in tempi celeri ad una riforma fiscale che abbia come criterio equità e progressività. Infine sulla coesione, bene la riprogrammazione dei fondi strutturali per evitare di perdere quelle poche risorse dei fondi strutturali che possono guardare allo sviluppo del mezzogiorno e non solo, soprattutto perché orientate ai giovani e all’inclusione sociale ma sulle modalità di utilizzo il governo dovrebbe continuare il confronto con le parti per individuare strumenti più giusti ed efficaci”. Per questa ragione, ha concluso Sorrentino, “il Parlamento dovrebbe intervenire non sull’aumento della precarietà e non sul depotenziamento della contrattazione collettiva, ma per ciò che attiene il lavoro a correggere quelle norme che rischiano di vanificare l’effetto pur positivo di incentivi sull’occupazione stabile. Del resto questo è l’impegno che il ministro Giovannini ha assunto con le organizzazioni sindacali”.

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