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Berlusconi. Verso il voto palese, il Pdl isolato

ROMA – Contro il voto segreto sulla decadenza di Silvio Berlusconi. E’ questa l’ipotesi lanciata alla quale stanno aderendo in massa i partiti, mettendo di fatto in isolamento il Pdl. Insomma, dal Movimento 5 Stelle, ieri, alla Lega Nord, dal Pd a Sel, oggi la parola d’ordine è  “voto palese”, ovvero dare un volto e un nome a coloro che intendono salvare il cavaliere, già condannato in Cassazione a quattro anni di reclusione sul processo Mediaset.

“Ognuno si prenda la sua responsabilità” aveva tuonato il capogruppo leghista Massimo Bitonci. Oggi anche il vicepresidente del Senato della Lega Roberto Calderoli non usa mezzi termini: “Per noi va bene qualunque cosa, non abbiamo paura a mostrare quello che votiamo”.
Immediata la reazione di Renato Schifani, capogruppo Pdl al Senato: “Il regolamento è chiaro e prevede il voto segreto a meno che non si realizzino nuove maggioranze anche in termini di regolamenti, ma non vi sarebbero i tempi. Sinora – ha aggiunto – la prassi è stata ampiamente violata, le regole procedurali per fortuna no”. “Si è sempre votato con voto segreto – ha precisato Schifani -. Credo che i parlamentari debbano essere lasciati liberi nel segreto dell’urna quando deliberano e votano su argomenti che riguardano la persona. Questo è il nostro regolamento, è stato sempre applicato così, non vedo per quale motivo possa essere modificato”.
Al senatore pidiellino replica il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, Nicola Morra: “Via il voto segreto subito! Si può fare! Se Pd e Lega vogliono veramente evitare il voto segreto non solo sulla
decadenza da senatore del condannato a 4 anni Silvio Berlusconi ma per sempre, non c è che una via. Semplice, chiara, netta, trasparente. Mettere immediatamente all ordine del giorno la proposta di modifica del regolamento del Senato che martedì il Movimento 5 Stelle depositerà all avvio dei lavori con primo firmatario Vincenzo Santangelo. Se esiste veramente la volontà politica di cancellare questa zona d ombra dietro la quale si sono consumate nei decenni le peggiori nefandezze della politica italiana, la strada è quella. Altrimenti gli Schifani di turno, applicando l’attuale regolamento riusciranno a farla franca….caricando la mano dei  franchi tiratori  attraverso l’attuale regolamento”.
“So bene quello che prevede il regolamento”, risponde Nicola Latorre, senatore del Pd e presidente della commissione Difesa a Palazzo Madama . “Il voto palese sarebbe un segnale importante perchè in un momento così delicato tutti devono prendersi le proprie responsabilità”. Latorre, poi, si dice  esterrefatto dalla reazione di Schifani. “È il segno di un nervosismo che non consente anche ad autorevoli esponenti del Pdl di affrontare con un adeguato senso di responsabilità un passaggio così delicato. Le dimissioni di Berlusconi da senatore, prima che il Parlamento ne voti la decadenza, sarebbero un atto generoso che aiuterebbe
il Paese”.

E non è tutto. perfino il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, lancia il suo messaggio al Pdl che non lascia adito a dubbi: “Il regolamento del Senato è inequivocabile e prevede voto segreto. Sotto il profilo personale mi augurerei la trasparenza di un voto palese perché è giusto che in quella sede ciascuno si assuma la propria responsabilità, in Senato, davanti agli italiani”. Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl, ha addirittura etichettato la scelta del Pd “uno schifo inaccettabile”.
“Il ricatto – dice Brunetta –  è esattamente quello del Partito democratico che dice: accettate l’omicidio di Berlusconi senza fiatare, altrimenti  facciamo del male all’Italia e ve ne daremo la colpa. Uno schifo inaccettabile e che non fa conto dell’intelligenza degli elettori”.

Molto cauto, invece, il premier Enrico Letta che con abilità diplomatica si smarca elegantemente: “Non entro in questa discussione”, risponde Letta . “Il voto non è mia materia, non è materia  di cui si deve occupare un presidente del Consiglio”.
Insomma il fornte del voto palese si allarga e il Pdl rimane in uno stato di isolamento. Adesso non ci sono più sotterfugi. Ognuno ci metterà la faccia. E se sarà votata la decadenza di Berlusconi e il governo cadrà. l’unica responsabilità ricadrà proprio sul più grande partito del centro destra, il Pdl.

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