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Telecom. Camusso vede il “non futuro” dell’azienda. In campo lo scorporo della rete

ROMA – Anche oggi discutere di Telecom significa innanzitutto discutere della rete. L’ipotesi di uno scorporo, cioè di separare la rete fonia e dati trasferendola sotto il controllo statale e lasciando quindi la Telecom in mano agli spagnoli sembra essere la via meno impossibile da percorrere. Ma restano ancora sul piatto le ipotesi di modifica delle norme relative all’Opa. 

E così Antonio Catricalà parla di obbligo normativo allo scorporo solo se non ci fosse la volontà di farlo, la Cgil torna a lanciare l’allarme sul ‘non futuro’ di Telecom e Vegas ed Epifani in un botta e risposta discutono di italianità e debiti.

Catricalà  Scorporo della rete o si vuole farlo o  lo si fa per forza

Oggi il vice ministro per lo Sviluppo economico con delega alle telecomunicazioni, Antonio Catricalà ha affermato come sia necessario scorporare, almeno da un punto di vista societario, la rete Telecom. Per Catricalà, ex presidente dell’Antitrust, “Fino ad ora non si è mai parlato di intervento legislativo perchè ci sembrava che ci fosse la volontà di procedere in questo senso. Se l’impegno per lo scorporo rimane non credo che sia necessario un intervento con strumenti autoritativi”. 

Lo scorporo andrebbe fatto sul modello di quello fatto con Snam “si deve fare un’operazione market friendly come e’ stato con Snam” ha dichiarato il vice ministro che ha poi continuato affermando che la separazione fra la rete e la società di servizi non penalizzerebbe nessuno: “La rete potrà guadagnare di più e i gestori potranno guadagnare di più”. Nel corso del suo intervento all’assemblea nazionale della Fiom, il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso ha dichiarato che “Se Telecom verrà acquisita da Telefonica, che ha il doppio del debito di Telecom, che insiste nello stesso ambito e negli stessi Paesi, in Sud America, su cui insiste anche Telecom, non si determina la proprietà straniera di quest’azienda ma un non futuro di questa azienda”.

 

Consob. Per Vegas non ha senso parlare di italianità

Secondo il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, sulla questione Telecom ”la questione dell’italianità non ha molto senso, l’importante è che l’azienda produca, mantenga l’occupazione e cresca”. Mentre sul fatto che la rete sia da ritenere strategica, il Presidente Consob passa la palla a Palazzo Chigi. ”Lo decide il governo”. 

Epifani, il problema non è la nazionalità, ma il rilancio di Telecom

 

Per il segretario del Pd Guglielmo Epifani, “Le decisioni che il governo sta prendendo vanno nella giusta direzione, ma gli strumenti servono se c’è una strategia e se c’è una politica di contesto in cui quegli investimenti hanno senso. Ho letto e ascoltato molte cose che riguardano errori e responsabilità di storie che abbiamo alle spalle ma il nostro problema non e’ di guardarci indietro, ma fare tutto il possibile per dare a queste aziende un presente e un futuro, pensare a come possiamo muoverci, cosa possiamo salvare.”

Per Epifani non è una questione di nazionalità dell’acquirente ma “se si lasciasse correre la situazione fino all’estremo, avremmo una azienda in cui l’azionista di riferimento non avrebbe nessun interesse a mettere investimento e risorse, con il risultato di cedere in sudamerica le due partecipate sulle quali Telefonica agisce in situazione di concorrenza. Per questo Telefonica non va bene, non perché è spagnola, ma perché , ma perché non ha interesse a rilanciare Telecom e la sua identità.

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