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Caso Electrolux. Scioperi e sindacati in campo

ROMA – In sciopero gli operai degli stabilimenti di Susegana e Porcia.Circa 500 lavoratori della Electrolux di Solaro, nel Milanese, sono in presidio con bandiere e striscioni davanti ai cancelli dell’azienda per lo sciopero indetto dai sindacati.

“Si tratta – spiegato Alberto Larghi, della Fiom-Cgil – della prima risposta dei lavoratori alle proposte provocatorie e irricevibili dell’azienda”.
 I sindacati, hanno rinnovato  più volte l’invito di prendere direttamente in carica la vertenza, al al governo.Il governo  è alla ricerca e si sta impegnando per trovare una soluzione.

«In assemblea, dopo aver illustrato le misure irricevibili del piano – fa sapere Paola Morandin, delegata Rsu di Susegana – abbiamo votato un ordine del giorno in cui chiediamo al presidente del Consiglio, Enrico Letta, l’immediata convocazione del tavolo al governo e annunciamo una manifestazione a Roma, sotto Palazzo Chigi». Netta in particolare la contrarietà all’orario part time di 6 ore, che nel caso di Susegana – specifica Morandin – comporterebbe uno stipendio mensile di poco superiore ai 700 euro. No anche agli esuberi che salgono a quota 800 nei quattro stabilimenti italiani della multinazionale, la quale ha subordinato i 90 milioni di investimento all’accettazione del piano. Piano che lascia nell’incertezza la fabbrica di Porcia. 
L’azienda ha ridimensionato la notizia di un dimezzamento dei salari spiegando che la proposta è di una riduzione di 3 euro per ora lavorata, equivalente a meno 130 euro mese. Un’idea ritenuta comunque provocatoria e offensiva dal sottosegretario Simona Venturi e criticata da molti esponenti politici. Il ministro Flavio Zanonato si dice da parte sua certo che si arriverà ad una soluzione ed assicura che lo stabilimento di Porcia non chiuderà. «Noi ci siamo posti sul terreno di trovare una soluzione per consentire alle grandi aziende di rimanere in Italia e continuare a produrre ed esportare – ha affermato – Ci stiamo muovendo in questa direzione».

 Mercoledì alle 15, sul tavolo del ministero dello Sviluppo economico,Flavio Zanonato che presiederà l’ incontro e che ha assicurato, di fronte alla presenza del presidente del Consiglio, che lo stabilimento di Porcia, in provincia di Pordenone  “non chiude”.
Alla riunione prenderanno parte l’amministratore delegato di Electrolux Italia e responsabile di tutti i siti europei della multinazionale, Ernesto Ferrario, i presidenti delle Regioni interessate al futuro degli stabilimenti italiani del Gruppo svedese (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Emilia Romagna) e le organizzazioni sindacali.
Il  presidente della regione Veneto Luca Zaia ha dichiarato: «Noi difendiamo la partita di Electrolux e vogliamo essere attori della vertenza». «Se chiudesse Electrolux, sarebbe come se chiudesse la Fiat a Torino», ha detto, invitando quindi il governo ad affrontare la vertenza «come le altre di rilievo nazionale, tipo Alitalia, Ilva o Fiat». Critica invece la governatrice Serracchiani: «Voglio che adesso il tavolo si faccia, che venga portata anche l’azienda e che non faccia un ricatto sulla pelle degli operai e della popolazione». «L’azienda deve ricordare – spiega – che quando si è insediata ha avuto un sacco di soldi dal Friuli Venezia Giulia, parliamo di qualche miliardo di lire, e forse dovrebbe tener conto, anche in virtù della responsabilità sociale d’impresa – ha concluso – quel che lascia sul territorio una volta che se n’è andata». 

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