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Teatro dell’Angelo. Gaia de Laurentiis in “Girotondo”. Recensione

ROMA – Al Teatro Dell’Angelo è in scena una spettacolo molto particolare, per un pubblico particolare:  parliamo di GIROTONDO di Arthur  Schnitzler, scrittore e medico austriaco di fine Ottocento, noto anche  per aver messo a punto un artificio narrativo, il cosiddetto monologo interiore, al quale fece spesso ricorso nelle sue opere per descrivere l’evolversi dei pensieri dei suoi personaggi. In realtà, la produzione di Schnitzler subì molto l’influenza di Freud: i due, infatti, si conoscevano bene, anche se non si frequentarono molto.

Lo spettacolo, messo su con grande cura e attenzione, anche nei dettagli, dal regista Francesco Branchetti, all’epoca giudicato ovviamente “scandaloso”, affronta i meccanismi ambigui dell’eros, inteso come forza di pulsione interiore, presente in tutti noi, anche se con diversa intensità. 

L’intreccio gira intorno agli incontri fugaci tra dieci personaggi di differenti condizioni sociali ed umane: la prostituta, il soldato, la cameriera, il giovane signore, la giovane signora, il marito, la ragazzina, il poeta, l’attrice, il conte. Dieci quadri (o scene) in cui  i personaggi dialogano due alla volta. E uno dei due personaggi  è anche protagonista del quadro successivo, tranne la prostituta: infatti, quando il conte, ultimo personaggio ad entrare in scena, si congiunge con la prostituta del primo quadro, la danza sessuale ha termine e si ha una saldatura della storia. Ed il Girotondo è completato.  

In effetti, si tratta di un lavoro molto frammentato, in cui il testo ha soprattutto il merito di darci un’interessante rappresentazione della Vienna asburgica: fra contraddizioni ed  ipocrisie morali, in piena decadenza della Mitteleuropa, ma in quella stessa città in cui sta nascendo la psicanalisi! Quindi, una continua rigenerazione culturale.Dobbiamo dire, però, che il testo, nonostante tali premesse, non riesce a trasmettere grosse emozioni, pur facendosi apprezzare a volte per la sottile ironia che lo contraddistingue. 

Di alto livello, invece, è la prestazione attoriale dei protagonisti, prima fra tutti Gaia de Laurentiis la quale è presente in tutte le dieci scene e recita per due ore di seguito, dando vita a 5 diversi personaggi che si alternano. Accanto a lei ben figura Lorenzo Costa; e  tutti gli altri,  Giovanni Guardiano, Vincenzo Schirru, Simone Lambertini, Nicola Paduano con la danzatrice Federica Ruggero.

Ben curate le scene firmate da Alessandra Ricci e i costumi di Clara Surro. Appropriate e coerenti le  musiche originali del M° Pino Cangialosi.

                 

Teatro Dell’Angelo –  fino al 16 febbraio 2014  

Via Simone de Saint Bon n°19, Roma

tel 06/37513571 – 06/37514258

www.teatrodellangelo.it  

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