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Unione degli studenti. Giannini ripropone la vecchia logica: tagli e dequalificazione della scuola pubblica

ROMA – Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini  ha illustrato alla VII Commissione del  Senato il suo manifesto programmatico.

Non possiamo che essere felici per l’attenzione riposta sull’edilizia scolastica, con la volontà di strutturare un piano pluriennale di finanziamenti, portare a termine l’istituzione dell’Anagrafe dell’edilizia e per l’intenzione di riportare i fondi  per il miglioramento dell’offerta, Mof, al livello del 2011,  abbiamo forti dubbi sul fatto che i fondi siano realmente disponibili e sufficienti. Più in generale nel merito del discorso della ministra siamo sbalorditi di fronte all’ennesima dichiarazione in favore delle scuole private e della loro equiparazione a quelle pubbliche: uno schiaffo ai milioni di studenti che ogni giorno varcano le soglie delle pubbliche sempre più dequalificate e sotto finanziate.

Rivendichiamo lo stop ai finanziamenti pubblici alle scuole private paritarie

Rivendichiamo lo stop ai finanziamenti alle scuole paritarie private. Siamo molto preoccupati della volontà di modificare il Testo Unico sulla Scuola del ’94 se questa si intreccia con una visione che cancella la scuola degli organi collegiali e dei diritti degli studenti, come nella proposta di legge da lei depositata in Parlamento. Giannini, inoltre, vuole potenziare il ruolo dei test Invalsi per misurare e valutare le scuole, questo però non è attualmente uno strumento pedagogico valido poiché  introduce esclusivamente scuole, docenti e studenti in un’ottica competitiva, selettiva ed escludente”

Occorrono massici investimenti statali per migliorare l’offerta formativa

Il discorso del Ministro è attraversato da una logica vecchia e madre dei tagli e del processo di dequalificazione dell’istruzione pubblica avanzato negli ultimi anni. Investire nella scuola pubblica non vuol dire investire in capitale umano, in un’ottica rigidamente produttivistica, bensì nello sviluppo umano, per garantire l’espansione delle libertà, dei diritti e della democrazia. Come  Unione degli Studenti paventìamo inoltre la possibilità di introdurre delle logiche premiali per finanziare le scuole e premiare i docenti o i dirigenti meritevoli. Rifiutiamo tale idea e rivendichiamo massicci investimenti statali per migliorare l’offerta formativa, abbattere il lavoro precario e garantire a tutte e tutti un’istruzione pubblica di qualità.

Gravissima l’assenza di un piano per il diritto allo studio

Concludendo riteniamo gravissima l’assenza di un piano programmatico sul diritto allo studio. Occorre una nuova legge nazionale sul diritto allo studio che stabilisca i LEP che ogni regione è tenuta a rispettare e ingenti finanziamenti alle borse di studio e al complesso di servizi e prestazioni che vanno a formare il welfare studentesco. Accanto a buone proposte, Giannini conferma la sua idea di una scuola selettiva e competitiva, basate sui test Invalsi e schiacciata sulle esigenze di mercato.”

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