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Consumo suolo troppo elevato, l’Ispra lancia l’allarme

ROMA – Sono arrivati finalmente i dati relativi al consumo del suolo nell’anno 2012 ma, purtroppo, i dati che emergono non inducono certo all’ottimismo.

I km2 di superficie consumata infatti sono ben 720 in più del 2009, dato che vuol dire innalzamento della percentuale di ulteriori 0,3 punti, che così arriva ad attestarsi al 7,3 %. Quasi 22000 km2 del nostro territorio quindi sono ormai divorati dall’avanzata della cementificazione che, nonostante le tanto chiacchierate crisi dell’edilizia, non accenna affatto a diminuire. Questo anche perché, guardando il rapporto Ispra, si scopre che in realtà l’edilizia non è la maggiore causa di consumo del suolo. La parte del leone la fanno infatti le infrastrutture per i trasporti come strade asfaltate e ferrovie, che da sole costituiscono il 47 % del suolo consumato. L’edilizia è solo al secondo posto, con il 30 %, mentre parcheggi e piazze si attestano al terzo posto con il 14 %. Nel suo rapporto, l’Ispra sottolinea anche come l’avanzamento del consumo del suolo si lega a doppio filo con l’emissione di CO2, svolgendo quindi un ruolo importante nell’inquinamento dell’aria e nei cambiamenti climatici. Le arre urbane con la più alta percentuale di cementificazione sono Napoli, Milano, Torino e Pescara, la cui percentuale supera il 50 %. Per quanto riguarda le regioni invece, sono Veneto e Lombardia a destare maggior preoccupazione con percentuali che sforano il tetto del 10 %. 

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