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7 milioni senza lavoro, crollano investimenti, più ticket sanitari

ROMA – Continua la serie noir per la nostra economia. Non si tratta di un giallo di quelli che abbondano nelle nostre televisioni. Qui siamo quasi all’horror e sono numeri che segnano la crisi ancora profonda che sta vivendo il nostro Paese. L’Istat ci dice che sono quasi sette milioni fra disoccupati e inoccupati le persone che vorrebbero lavorare.

In nome mesi sono cresciute di quasi un milione. Il Censi, nel sesto numero del “ Diario della transizione “ ci avverte che la crisi ha fatto crollare gli investimenti esteri .Rispetto all’anno prima della crisi, il 2007, sono diminuiti del 58%. La Corte dei Conti ci fa sapere, secondo una ricostruzione Ansa, che nel 2013 sono stati spesi dai cittadini oltre 2,9 miliardi in ticket sanitari per farmaci,diagnostica, specialistica,pronto soccorso. Il 25% in più rispetto al 2010.

In nove mesi un milione in più di inoccupati
Nella ricostruzione del noir partiamo dall’Istat che ci segnala che sono quasi 7 milioni le persone che vorrebbero lavorare ma non trovano. In questo primo trimestre, ai 3,487 milioni di disoccupati si possono sommare 3,381 milioni di inattivi che desidererebbero lavorare, ma non cercano attivamente o non sono subito disponibili, per un totale di 6,87 milioni. Nove mesi fa erano 6 milioni. Una cifra certo non irrilevante ma ora si cammina al galoppo. Si tratta di persone, che si ritrovano a casa, a spasso, anche se preferirebbero lavorare. Un vero e proprio esercito con sempre più arruolati involontari. Solo nell’ultimo anno, tra i primi tre mesi del 2013 e lo stesso periodo del 2014, è cresciuto di ben 440 mila unità (+6,9%), alimentato sia dai disoccupati, coloro che effettivamente sono a caccia di un impiego, sia da quegli inattivi che si sono chiamati fuori dal mercato del lavoro pur mantenendo intatto il desiderio di un impiego. Un fenomeno su cui pesa,sottolinea l’Istat lo scoraggiamento.Non ci provano più 

Il boom si è registrato dalla fine del secondo trimestre del 2013, quando ai 3,07 milioni di disoccupati si sommavano 2,99 milioni di persone che non cercavano, ma erano disponibili a lavorare, oppure cercavano un occupazione, ma non erano subito disponibili, per un totale di 6,06 milioni di persone, circa 800.000 in meno rispetto alla fine del primo trimestre 2014.

Perdita di attrattività verso i capitali stranieri

Passiamo al Censis che segnala il crollo degli investimenti esteri nel nostro Paese diminuiti nel 2013 del 58% rispetto al 2007. ”I momenti peggiori sono stati il 2008, l’anno della fuga dei capitali, in cui i disinvestimenti hanno superato i nuovi investimenti stranieri, e il 2012, l’anno della crisi del debito pubblico”, 

La crisi ha colpito tutti i paesi a economia avanzata, ”ma l’Italia-afferma il Censis- si distingue per la perdita di attrattività verso i capitali stranieri. Nonostante sia ancora oggi la seconda potenza manifatturiera d’Europa e la quinta nel mondo, l’Italia detiene solo l’1,6% dello stock mondiale di investimenti esteri, contro il 2,8% della Spagna, il 3,1% della Germania, il 4,8% della Francia, il 5,8% del Regno Unito. ”L’Italia ha un deficit reputazionale accumulato negli anni a causa di corruzione diffusa, scandali politici, pervasivita’ della criminalita’ organizzata, lentezza della giustizia civile, farraginosita’ di leggi e regolamenti, inefficienza della pubblica amministrazione, infrastrutture carenti “.

Per curarci abbiamo speso 700 milioni più del 2010

Passiamo all’ultimo capitolo del noir che riguarda i ticket pagati per curarsi così come scrive la Corte dei conti. Si tratta di quasi tre miliardi di euro. A tanto ammonta il conto pagato dagli italiani per curarsi. Negli anni 2012 e 2014, gli italiani nel 2013 hanno speso oltre 2,9 miliardi in ticket sanitari (per farmaci, diagnostica, specialistica, pronto soccorso). Il 25% in più (circa 700 milioni di euro) rispetto al 2010 quando avevano speso 2,2 miliardi.   Si tratta di una spesa in continua crescita come sottolinea anche il Rapporto Osservasalute 2013. In un decennio il costo per farmaci e prestazioni è raddoppiato.

 

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