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Alitalia Etihad. Anpav, Anpac e Avia diffidano Alitalia. ‘L’accordo per noi è nullo’

 

I sindacati firmatari non rappresentano il 50% + 1 dei dipendenti. Eliminata la 13ma al personale navigante

 

ROMA – Uil, Anpav, Anpac e Avia non firmano il contratto sul costo del lavoro e  inviano una diffida all’Alitalia contestando “validità, efficacia ed opponibilità degli accordi di riduzione delle retribuzioni per violazioni di legge e violazione del principio di irriducibilità delle retribuzioni e dei diritti acquisiti”.

In pratica, come spiega Carlo Amati, della segreteria nazionale Anpav ((Associazione Nazionale Professionale Assistenti di Volo) ) “abbiamo inviato una diffida ad Alitalia a non applicare il contratto sul costo del lavoro, visto che i sindacati firmatari non rappresentano la maggioranza del personale. Infatti – precisa Amati –  su 12.228 dipendenti di Alitalia i sindacati che hanno apposto la loro firma, ovvero Cgil, Cisl e Uil, non detengono il 50% +1 degli iscritti, in base alla legge sulla rappresentanza sindacale”.

Insomma, il contratto, come chiede nella diffida inviata a firma del presidente Anpav, Massimo Muccioli,  è nullo e non andrebbe applicato né ai loro aderenti e neppure a coloro che non sono iscritti a un sindacato.  Ma c’è dell’altro. Anpav polemizza soprattutto sulla discriminazione dei tagli. Infatti, l’accordo prevede che solo al personale navigante non sarà più erogata la 13ma. Stesso dicasi per il contributo di solidarietà progressivo che non sarà dovuto ai dipendenti la cui retribuzione annua è inferiore ai 20mila euro.

 

Nel frattempo interviene sulla vicenda anche il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, il quale confida nel fatto che le divisioni tra sindacati sull’accordo Alitalia-Etihad possano essere superate e comunque non crede che possano ostacolare la finalizzazione dell’intesa. «Sarebbe molto grave se da una discussione legittima tra le parti in Italia si producesse l’esito che l’accordo tra Alitalia e Etihad non si possa realizzare. Penso che non sia così, non posso che augurarmi che non ci siano effetti di questa natura», ha detto a margine dell’incontro informale dei ministri del Lavoro dell’Ue in corso a Milano.

 Quanto al rischio che l’accordo con i sindacati non sia valido, come sostiene la Uilt, perché non sottoscritto dalla maggioranza della rappresentanza, il ministro ha aggiunto: «Non so se sia così, perché è un’affermazione della Uilt che è una parte in causa. Naturalmente poi bisogna valutare questa situazione rispetto all’impianto generale dell’accordo tra Alitalia e Etihad. C’erano delle condizionalità, ed in questo momento certamente non sono in grado di valutare se questa discussione possa rappresentare un elemento di complicazione. Naturalmente io sono tra quelli che auspicano che non ci siano problemi e difficoltà, perché siamo convinti del valore e dell’utilità dell’accordo e del contratto tra Alitalia ed Etihad».

 

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