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Joni Mitchell, la signora del folk-jazz

Nel 1976 con “Hejira” la svolta verso la musica improvvisata

“Il dolore è facile da esprimere e così difficile da raccontare” (Joni Mitchell) 

Le origini

Nel vasto panorama musicale statunitense la figura di Joni Mitchell rappresenta da quasi cinquant’anni una delle voci

più influenti, originali ed eclettiche. Ha iniziato la sua carriera nel contesto folk-rock nella California delle grandi proteste studentesche, dei cortei contro la guerra del Vietnam e per i diritti civili.

Nella seconda metà degli anni ’70 si è progressivamente avvicinata al linguaggio del jazz e lo ha magistralmente reinterpretato con classe, eleganza ed originalità stilistica. Nel decennio successivo si è interessata alla sperimentazione e alla ricerca elettronica per poi ritornare alle origini del suo mondo musicale. Una sorta di percorso musicale circolare senza limiti, senza barriere: il tutto incentrato sulla creatività e la ricerca sonora. I musicisti che più hanno influenzato la sua carriera sono stati David Crosby, Jaco Pastorius, Charlie Mingus e Larry Klein. Si tratta di artisti unici nel loro genere, geniali, eclettici che hanno contribuito a far emergere l’immenso talento della cantante canadese.

La svolta di Hejira

Nel 1976 Joni Mitchell compose le basi del disco durante un lungo viaggio in auto dalla California al Maine. In quel periodo la cantante frequentava Neil Young che influenzò non poco le sue composizioni. Joni Mitchell racconta: “Scrivevo i brani mentre viaggiavo da sola in macchina attraverso gli Stati Uniti, per questo motivo non c’è il pianoforte in queste canzoni”.

Le canzoni di cui parla Joni sono quelle che, assieme ad alcune già presentate live nel 1976, andranno a formare l’album “Hejira”, il disco della svolta. Joni registra l’album nell’estate 1976 con la band che l’accompagnava dal 1973, ma il suono che ottiene non la soddisfa più. Desiderava delle atmosfere che riflettessero lo spirito delle canzoni concepite ‘on the road’. Dopo aver terminato le registrazioni dei nove brani che compongono “Hejira”, un amico le presenta un giovane e talentuoso bassista, Jaco Pastorius. Joni entra immediatamente in sintonia con il suo peculiare stile: per anni era andata alla ricerca di un suono simile e sentire Pastorius suonare è l’avverarsi di un sogno. Alle registrazioni dell’album partecipano altri eccellenti musicisti come Larry Carlton alla chitarra, Victor Feldman al vibrafono, Tom Scott al sassofono, John Guerin alla batterie e Neil Young all’armonica.

Le composizioni sono straordinarie, in perfetto equilibrio tra la poetica del folk americano e le sonorità complesse del jazz. Brani come “Coyote”, “Furry sings the blues” ed “Hejira” sono il manifesto musicale ed esistenziale di una cantante giunta alla totale maturazione artistica.

“Hejira” di Joni Mitchell, pubblicato nel novembre del 1976,  è uno degli album più significativi e originali della musica americana. Ha avuto anche un certo riscontro per le vendite, raggiungendo il 13° posto negli Stati Uniti, l’11° in Gran Bretagna e il 22° in Canada. Negli Stati Uniti ha ottenuto il disco d’oro mentre in Inghilterra un disco d’argento.

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