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Turismo. Filcams, c’è bisogno di avviare un processo coraggioso di cambiamento

ROMA – “Sono dati preoccupanti quelli riportati oggi sul calo degli italiani sulle spiagge, ma il maltempo degli ultimi giorni non può giustificare totalmente il cattivo andamento della stagione turistica.” È quanto afferma Cristian Sesena segretario nazionale della Filcams Cgil che in questi mesi è più che mai attiva sui territori per combattere il lavoro irregolare nel settore, che cresce in maniera esponenziale.

“Il brutto tempo di certo non aiuta, ma da qui a dire che tutto nel nostro paese dipende dalle ore di soleggiamento introduce un nuovo rilevatore economico: la meteopatia”.  La crisi economica cosi come il maltempo, nascondono, invece, ampie lacune dell’industria turistica italiana, che pagano l’assenza di politiche mirate di crescita. 

“Sono anni che chiediamo a Governo e Parti Sociali di porsi la questione di come risolvere la caduta verticale della domanda interna legata a doppio filo alla crisi dei salari, alla perdita dei posti di lavoro

Una nuova stagione di turismo sociale deve prevedere incentivi per imprese e lavoratori, scelte coraggiose mirate ad un processo di destagionalizzazione dell’offerta che richiede coraggio e creatività, soprattutto visto che il 90% dei lavoratori del settore vengono impiegati solo nella stagione estiva”.

Il balneare in Italia, per esempio, è un prodotto maturo. Va ripensato. I lunghi soggiorni in albergo con annesso lettino in spiaggia antistante, hanno perso appeal, – anche perché molte volte si spende meno e si gode di più servizi ad acquistare il medesimo pacchetto su una spiaggia del mar rosso che su una della Riviera romagnola. 

“Bisogna avere il coraggio di rimodulare dunque l’offerta, per rilanciare un circuito di attrattive (sport, cultura, enogastronomia, oltre che mare e sole)” prosegue il segretario, “che possa fare intraprendere un viaggio anche in periodi di incertezza metereologica.”

Chi può compiere questo piccolo miracolo? Gli imprenditori da soli non ce la fanno. Bisogna che il Governo faccia in concreto, e mantenga gli impegni.

ArtBonus è un passo ,ancora stentato, ma pur sempre un passo” afferma Sesena, “ma bisogna tenere accesi i riflettori, e ascoltare tutti gli attori, quelli che il turismo non lo teorizzano, ma lo costruiscono di giorno in giorno: lavoratori, imprenditori, consumatori.”

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