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Da oggi il decreto sblocca Italia. Partono i cantieri per le opere pubbliche

Da oggi parte il decreto sblocca Italia. Partono i cantieri per le opere pubbliche

Per i pentastellati  soldi al potere con trivellazioni e danni all’ambiente

ROMA  – Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato il decreto cosiddetto ‘sblocca Italià, ossia quello varato dal consiglio dei ministri il 29 agosto e che prevede «misure urgenti per l`apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l`emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive».

Il decreto n. 133, ovvero,  «Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto ideogeologico e la ripresa delle attività produttive», è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale con i suoi 45 articoli, l’ultimo dei quali stabilisce l’entrata in vigore da oggi. 

I primi 4 articoli fanno parte del Capo I relativo a misure per la riapertura dei cantieri e riguardano gli interventi sugli assi ferroviari Napoli-Nari e Palermo-Catania-Messina e sugli aeroporti; semplificazioni procedurali, sblocco di opere urgenti e semplificazioni per opere incompiute. Il Capo II riguarda misure per il potenziamento delle reti autostradali e di telecomunicazioni (banda ultralarga, cavi, reti di tlc mobili). Il Capo III è incentrato sulle misure urgenti in materia ambientale e per la mitigazione del dissesto idrogeologio. Il Capo IV contiene misure per la semplificazione burocratica, il Capo V misure per il rilancio dell’edilizia, il successivo misure per porti e aeroporti e gli altri misure per le imprese, in materia ambientale e di energia. Infine il Capo X prevede il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga ed ulteriori disposizioni finanziarie per gli enti territoriali.

Critiche dal M5S

«Un decreto che distribuisce soldi ai soliti poteri, che porterà cemento e trivellazioni, che stabilisce procedure che bypassano il Parlamento. Soprattutto, un provvedimento non innovativo, non efficace, non rispettoso del territorio». È la risposta dei parlamentari del Movimento 5 Stelle nelle commissioni Ambiente e Trasporti al ministro Lupi. «Tra l`altro ci chiediamo – continuano i parlamentari del M5S – come mai il Presidente della Repubblica Napolitano non abbia  sollevato rilievi rispetto a un decreto che prevede, tra le altre cose, un meccanismo per cui sarà il governo a dare il via libera forzoso al finanziamento di opere bocciate dalle Conferenze di Servizio». «Consideriamo l`odierno trionfalismo di Lupi del tutto fuori luogo – scrivono in un comunicato – . Sono passati oltre 40 giorni dai magniloquenti annunci di Renzi, 15 dal Consiglio dei Ministri che ha approvato il provvedimento, e il Parlamento è ancora in attesa del testo definitivo. In ogni caso il quadro che emerge è quello di un provvedimento basato più sul marketing che sulla sostanza». Quindi concludono: «Il Movimento 5 Stelle si opporrà con tutte le forze all`ennesimo attacco al territorio e all`ambiente».

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