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Festival di Roma 9. Il raggio di luce di Alice nella città

ROMA (nostro inviato) La XIma edizione di Alice nella Città, la sezione autonoma e parallela del Festival Internazionale del Film di Roma dedicata alle giovani generazioni e alle famiglie – da notarsi, più longeva del festival – può vantare quest’anno 29.500 presenze tra pubblico e accreditati: 24.500 per le proiezioni dei film (pubblico e accreditati) e 5.000 registrate per tutte le attività aperte al pubblico a ingresso gratuito.

Numerosissime anche le scuole coinvolte: 80 istituti superiori, di cui 16 provenienti dalla provincia , inoltre 69 scuole elementari e medie di tutti i municipi di Roma.  Un bilancio ottimo se si pensa che “Trash” , che ha ricevuto il Marc’Aurelio d’oro del pubblico, vale a dire il premio più importante, faceva parte di questa sezione.

L’attore Giorgio Pasotti, padrino di Alice nella Città, alla presenza della Giuria composta da21 ragazzi tra i 14 e i 18 anni, e dei direttori artistici Fabia Bettini e Gianluca Giannelli, ha consegnato il Premio come Miglior film del Concorso Young/Adult a “The Road Within” della regista e scrittrice americana Gren Wells. Con questa motivazione: “Un lungo viaggio dentro se stessi, una storia di accettazione, di cambiamento e di amore per la vita che, attraverso l’ironia e l’interpretazione dei tre protagonisti, riesce a toccare il cuore dello spettatore”. Gren Wells, segnalata da Variety come una dei 10 registi da tenere d’occhio quest’anno, debutta alla regia con un road movie in chiave di commedia drammatica, un libero rifacimento del film tedesco Vincent Wants To Sea (2010) di Ralf Huettner che racconta di Vincent, un giovane affetto dalla sindrome di Tourette. Il ragazzo affronta drastici cambiamenti dopo la morte della madre. Suo padre, un politico, si vergogna del suo disordine. Così il ragazzo entra ed esce da una clinica, dove trova l’inaspettata amicizia del suo compagno di stanza e di una giovane donna. Insieme si lanceranno alla volta di un viaggio on the road verso Los Angeles. 

Premio speciale della Giuria è stato attribuito a “Trash” diretto dal regista inglese Stephen Daldry. Il film, ambientato in una favela di Rio de Janeiro, racconta di poverissimi ragazzini che scavando fra i detriti di una discarica trovano un portafoglio che cambierà le loro esistenze per sempre. La motivazione della giuria: “Trash, una denuncia sociale e politica che prende vita grazie all’innocente ricerca di giustizia di tre bambini strappati a un’esistenza“sporca” tra le favelas di Rio. Una pellicola che esce fuori dallo schermo e attira l’attenzione del pubblico grazie a una spontanea interpretazione, una perfetta fotografia e una coinvolgente colonna sonora”. 

Certo il Marc’Aurelio d’oro del pubblico attribuito a “Trash” pone il raggio di luce di Alice nella città in traiettoria più lunga su questo festival. La decisione di lasciare agli spettatori la scelta del miglior film ha sicuramente rimescolato le carte, non è detto che una giuria professionale avrebbe assegnato l’onorificenza più ambita a un’opera per ragazzi. L’esperimento di Roma suggerisce nuovi modi di porsi di fronte allo spettatore e, al tempo stesso, lo rende partecipe. Un’osmosi che non può che far bene al cinema.

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