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Patto del Nazareno, implosione annunciata?

ROMA – I buoni intenti di Matteo Renzi e Silvio Berlusconi sull’accordo del Nazareno sembrano aver preso una bruttissima piega. Altro che riforme costituzionali, il patto del Nazareno già dalla sua nascita aveva sortito l’imbarazzo di una parte della sinistra, quella che per vent’anni ha contestato e contrastato il dilagante berlusconismo.

Renzi era riuscito ad accordarsi perfino con il nemico numero uno, ma si sa i tempi cambiano e i giochi delle parti finiscono per cadere nel solito opportunismo dell’ultimo minuto. Renzi ha più volte pubblicamente affermato che le riforme devono essere fatte con colui che rappresenta il centro destra, ovvero Berlusconi. Tuttavia il Cavaliere è preso da altre magagne, tutte interne al suo partito, spaccato tra favorevoli e contrari al patto del Nazareno. Da una parte un’esigua fetta che auspica un prosieguo dell’accordo con Renzi, dall’altro coloro che vorrebbero subito farlo saltare senza tanti tentennamenti. Per questo nella giornata di domani è stato convocato il comitato di presidenza di Forza Italia a Palazzo Grazioli. Un vertice che dovrebbe far chiarezza sulle azioni da intraprendere.

Intanto il M5S affila le armi e oggi, com’è risaputo, il deputato  pentastellato Andrea Colletti ha denunciato in Procura il Patto del Nazareno. “Ho chiesto di verificare se il Patto sia stato effettivamente preordinato a pilotare illegittimamente le riforme in atto nel Paese e a decidere chi nominare come futuro inquilino del Colle”, ha affermato in una nota. 

Ma non è tutto, perché il movimento 5 Stelle avanza sospetti addirittura sulla sulla sentenza della corte costituzionale che ha dichiarato l’illiceità di alcune parti del ‘Porcellum, per questo i pentastellati chiedono di verificare se ci sono state pressioni finalizzate a non dichiarare illegittimo non solo la legge elettorale ma anche il parlamento eletto con quel sistema di voto. E a questo scopo chiedono di “verificare anche attraverso l’acquisizione dei tabulati telefonici dei giudici costituzionali, in primis del prof. Giuliano Amato, nominato dall’attuale presidente della Repubblica, se siano avvenuti contatti tra gli stessi giudici costituzionali, il presidente della repubblica o altri funzionari del Quirinale e/o alti dirigenti di partito”.

Insomma, la situazione è esplosiva. A questa si aggiungono anche le probabili dimissioni del Presidente della Repubblica, anche se va detto non c’è ancora l’ufficialità. Renzi, dal canto suo, sembra intenzionato a convincere Napolitano a rimanere fino al primo di maggio, in modo che l’Italicum potrebbe essere stato già approvato. Il condizionale è  d’obbligo chiaramente, visto che gran parte della diatriba orbita attorno alla legge elettorale. Renzi, modifiche o no, si dice pronto a procedere, ma dovrà attendere la risposta di Berlusconi che dovrebbe arrivare proprio domani. E non è tutto. La riunione di maggioranza prevista per stasera è abbastanza indicativa per comprendere il clima che si respira. Renzi, d’altra parte, ha fretta di concludere, Berlusconi vuole attendere, anzi i suoi fedelissimo parlano addirittura di voto anticipato se l’accordo saltasse. 

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