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Laurea ad honorem per Bernardo Bertolucci

Dall’Università di Parma l’onorificenza per il celeberrimo regista pluripremiato per “L’ultimo imperatore”

“La solitudine può essere una tremenda condanna  o una meravigliosa conquista”

(Bernardo Bertolucci)

Nel panorama del cinema italiano occupa un posto di grande rilievo e prestigio. Nessun altro regista ha mai vinto tanti Premi Oscar per un singolo film come per “L’ultimo Imperatore”. Bernardo Bertolucci, 73 anni, con una carriera di oltre cinquant’anni anni ricca di successi, scandali e onorificenze, ha ottenuto un ennesimo e importante attestato per il suo enorme contributo nel campo artistico e culturale.

Laurea ad honorem in Storia e critica delle arti e dello spettacolo a Bernardo Bertolucci dall’Università di Parma, la sua città natale. “Proprio non me l’aspettavo. E che mi venga conferita al Teatro Regio mi fa davvero emozionare”, ha detto il regista al sindaco di Parma Federico Pizzarotti nel corso di un incontro presso l’albergo che lo ospita che ha preceduto la cerimonia. Proprio la cultura e il futuro possibile del Teatro Regio sono stati al centro del colloquio, informale e amichevole.

La cultura può fare da traino per valorizzare e far crescere la città”, ha ricordato Bertolucci, che ha anche rievocato il rapporto soprattutto del padre Attilio con Parma e il suo contributo per creare “il mito di Parma” nel panorama culturale italiano. “Anche grazie a lei si parla di Parma in tutto il mondo”, ha affermato Pizzarotti facendo riferimento al suo recente viaggio in Giappone.

Dopo aver girato Prima della rivoluzione – ha confessato il regista – pensavo di aver chiuso il capitolo del rapporto con questa città, invece eccomi qui per un’occasione che mi ha riportato a Parma e mi ha fatto venire alla mente tanti episodi legati al passato”. “Ad esempio – ha affermato Bertolucci – ricordo ancora una partita di calcio nel campo centrale della Cittadella fra la troupe di “Novecento” e quella di “Salò”: io, non avendo mai giocato a calcio, ero a bordo campo, Pasolini invece ha giocato per un’ora poi è tornato arrabbiatissimo in panchina. Non so proprio dove trovasse tutta quell’energia”, ha concluso il regista.

Nel corso della sua straordinaria carriera iniziata come poeta, documentarista e poi regista cinematografico, Bertolucci ha realizzato veri e propri capolavori del cinema internazionale come “Il conformista” (1970), tratto da un romanzo di Alberto Moravia, il controverso “Ultimo tango a Parigi” (1972) con Marlon Brando; l’affresco epico-storico “Novecento” con un cast stellare composto da Robert De Niro, Gerard Depardieu, Burt Lancaster, Donald Shuterland, Alida Valli, Dominique Sanda, Stefania Sandrelli e Laura Betti; il crepuscolare “La tragedia di un uomo ridicolo” (1981) con uno strepitoso Ugo Tognazzi (una delle sue migliori interpretazioni di sempre); e i kolossal come “L’ultimo imperatore” che vinse ben nove Premi Oscar nel 1988; “Il tè nel deserto” e “Piccolo Buddha”. Nell’ultima fase della sua carriera è tornato a girare opere più intimiste e con budget ridotti come “Io ballo da sola” (1996), “L’assedio” (1998), “The dreamers” (2003) e l’ultimo “Io e te”, tratto da un romanzo di Niccolò Ammaniti.

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