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Università. L’Italia non investe sull’istruzione

Link, la fotografia di un disastro annunciato

 
MILANO – Oggi all’Università degli Studi di Milano Bicocca, è stato presentato il XVII rapporto Almalaurea, che presenta una fotografia sul profilo dei laureati italiani di 72 Atenei del nostro Paese.
 
“I dati del rapporto non fanno altro che confermare una tendenza già risaputa – commenta Alberto Campailla, portavoce nazionale di LINK – Coordinamento Universitario – Al basso numero di immatricolati e laureati, si accompagna una forte mobilità di studenti dal Sud al Centro-Nord italia, colpevoli le insufficienti politiche in materia di diritto allo studio e la campagna mediatica denigrante messa in campo dai meccanismi di ranking dell’Università.”  

“A questo si lega indubbiamente la redistribuzione – aggiunge Campailla –  delle risorse tra i diversi Atenei italiani: come evidenziato da Ferrante nel rapporto, i meccanismi di valutazione tout court, standardizzata e che punti alla premialità, stanno massacrando quelle Università che svolgono le loro attività proprio in quei contesti a forte ritardo di scolarizzazione. Siamo pienamente d’accordo con l’analisi del rapporto che evidenza la forte necessità di risorse aggiuntive per l’intero sistema universitario, ad oggi tra le più basse dei paesi OCSE, e ad una loro redistribuzione che permetta di contrastare il forte divario che va sempre aumentando tra gli Atenei del nostro Paese.”
 
“L’Italia non è un paese che investe nell’istruzione – conclude Campailla – e questo è frutto di scelte miopi, che portano ad un continuo peggioramento delle condizioni degli studenti, ma anche dell’intera popolazione. Riteniamo che l’unico modo per uscire dalla crisi economica, sociale e lavorativa del nostro Paese sia, invece, investire sulla formazione e la ricerca con una particolare attenzione alle aree più deboli del paese, nelle quali l’istruzione superiore deve essere vista come una risorsa in grado di colmare il grande divario che le separa da quelle economicamente più avvantaggiate.”

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