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Processo Eco4, Piccolo accusa Cosentino ma cade in contraddizione

SANTA MARIA CAPUA VETERE (CE) – Il collaboratore di giustizia, Raffaele Piccolo, punta l’indice contro Nicola Cosentino. Ma in più occasioni finisce per cadere in contraddizione.

E’ quanto emerso oggi, nel corso di una nuova udienza del processo Eco4, in svolgimento presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, in cui l’ex sottosegretario all’Economia è accusato dalla Procura della Repubblica di concorso esterno in associazione mafiosa. Piccolo ha riferito di essersi recato, nel 2003, in compagnia di Vincenzo Schiavone “Copertone”, in una strada privata nei pressi dell’abitazione della famiglia Cosentino, a Casal di Principe, per cambiare assegni postdatati frutto di estorsioni. Secondo il suo racconto, era Giovanni Cosentino, fratello dell’ex sottosegretario, a consegnare i soldi contanti già il giorno dopo. Anche se – va precisato – l’attuale collaboratore di giustizia ha detto di non aver mai ricevuto direttamente quelle somme. “Vidi Nicola Cosentino, – ha proseguito poi il pentito incalzato dalle domande del pm Milita, – parlare con Nicola Schiavone, nei pressi di un negozio di scarpe o fuori un bar. Non ricordo bene. Lo vidi una, due volte”.

Questo, in sintesi, quanto affermato oggi, in aula, dal collaboratore di giustizia collegato in video conferenza. In realtà Piccolo, a seguito della domande dirette del presidente, ha riferito sempre di episodi de relato. Altri equivoci sono poi nati dall’uso del soprannome “o’Mericano”. Sul punto, la Difesa si è più volte opposta evidenziando le contraddizioni e la poca chiarezza emerse dal racconto del collaboratore di giustizia, all’epoca dei fatti appartenente alla fazione “Schiavone”.

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