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Scontro sui migranti. Nessuno li vuole

ROMA – E’ ancora scontro aperto in tema di immigrazione. Oggi il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, tuona contro Roberto Maroni che ha diffidato i sindaci ad accogliere i profughi: “Quello che dice Maroni è del tutto illegittimo, un ricatto inaccettabile.

Non ha autorità per poter sanzionare i sindaci che con fatica si fanno carico di quella che è un’ evidente emergenza umanitaria”. E poi: ”Vuole scrivere ai prefetti: – continua – bene, spero che gli rispondano per le rime. È chiaro che l’ accoglienza dei migranti rappresenta un problema ed è anche per questo che avrebbe bisogno di risposte serie, non certo di strumentalizzazioni o minacce”. A Bergamo, fa sapere Gori, “noi li stiamo impiegando in lavori socialmente utili: dobbiamo andare oltre l’assistenzialismo”. Alla domanda se la ‘sua’ Lombardia sia quella che vuole cacciare i profughi, Gori replica: “La Lombardia non è certo questa. Almeno sui principi morali non è rappresentata da un governatore che fa un’ uscita di questo tipo. In altre occasioni ho apprezzato la distanza di Maroni dal leghismo più becero. Adesso si lascia andare a tesi estremiste”.

Alla posizione di Maroni si affianca quella del il neogovernatore della Liguria, Giovanni Toti: “Il governo deve smetterla di frignare sui profughi. Ha ragione Maroni. Scriverò con ferma cortesia ai prefetti e poi a tutti i sindaci della Liguria per bloccare gli arrivi: l’ avrei già fatto, ma non è ancora arrivato il decreto che ufficializza la mia elezione a governatore”. 

“La prossima settimana – annuncia Toti – abbiamo fissato un incontro a Venezia: Maroni, Zaia ed io. Per allineare le politiche delle nostre regioni. Un blocco che è innanzitutto amministrativo, sui temi dei migranti, certo, ma anche sull’ omogeneità fiscale, la cooperazione tra amministrazioni. Ed è anche un blocco politico”.   

Sulla vicenda interviene anche il governatore del Friuli Venezia Giulia e vicesegretario del Pd, Debora Serracchiani: “Maroni vuole ridurre i fondi ai Comuni se prendono anche un solo migrante? Diffida i prefetti? Se prefetti e sindaci non obbediscono, che fa, li sculaccia?”.  “Non  può assolutamente farlo – aggiunge Serracchiani – le Regioni non hanno competenza diretta su questo tema. Ce l’Hanno il Viminale e i prefetti. Il governo ha totale autonomia nella gestione dell’emergenza immigrazione, e lui che è stato ministro dell’Interno lo sa benissimo””. Sulla distribuzione dei profughi sul  territorio nazionale, Serracchiani è stata molto chiara: “”I migranti saranno distribuiti secondo il piano e tutti dovranno fare la loro parte, tutte le Regioni, nessuna esclusa”.  

Alla Serracchiani sembra replicare direttamente Matteo Salvini: “Altri profughi e clandestini? Quando e’ troppo e’ troppo. E’ questione di numeri, di buonsenso. Non si possono accogliere decine di migliaia di irregolari dove ci sono piu’ di quarantamila immigrati regolari disoccupati, in Veneto, che rischiano di perdere lavoro, casa e documenti”. E infine: “Bisogna dare aiuto prima agli italiani o agli immigrati regolari in difficolta’, altrimenti – ha aggiunto il segretario federale della Lega – le navi di mezza Europa vanno a raccogliere i clandestini in mezzo al mare e li portano in Italia. Da europarlamentare dico che l’Italia e’ vissuta come un problema per l’Europa, perche’ qua arrivano tutti, non li identifichiamo, non facciamo le foto ne’ raccogliamo impronte digitali dando linfa vitale a un business da centinaia di milioni di euro proprio sull’immigrazione“. 

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