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“Diamante nero”. Colpisce al cuore. Recensione. Trailer

PARIGI – La regista del pluripremiato “Tomboy”, l’italofrancese Céline Sciamma, torna al cinema con “Diamante Nero” (Bande des Filles): di nuovo, un lungometraggio sull’identità di genere, ambientato, stavolta, nelle banlieue parigine, con protagonista una giovanissima francese di colore, che vive ai margini.

Una storia in rosa, che con Tomboy, ha in comune la ricerca della femminilità, attraverso alterne fasi di negazione e accettazione, fino alla costruzione di una propria identità di donna che non si rispecchia nel modello sociale dominante. 

La giovanissima protagonista Marieme (Vic) – l’esordiente Karidja Touré – è una ragazzina esclusa, che vive con un fratello autoritario, una sorellina minore e una madre single. A scuola, la giovane non ha amici, fino a quando non entrerà in una gang femminile: tre ragazze spavalde, che la difenderanno dal razzismo e dal conformismo, con metodi, non sempre ortodossi, ma efficaci. Un ambiente, quello della periferia, dove vige la legge del più forte e la violenza non è una scelta, ma uno strumento di sopravvivenza. 

Rispetto a “Tomboy”, qui, la regista privilegia “una dimensione più sociale e meno intimista”, senza scadere nella retorica codificazione dei film sulle minoranze etniche, ma con un approccio più originale e positivo. Questa levità è visibile nel siparietto musicale, in cui le tre giovani ballano e cantano davanti allo specchio “Diamonds in the Sky” della popstar Rihanna, sognando di essere al suo posto, come qualsiasi adolescente della stessa età. Perché in fondo, di questo si tratta: di ragazze, come le altre. Al di là dell’etnia, della nazionalità e dello status, ogni giovane ha le stesse aspirazioni e i medesimi desideri: trovare un posto nel mondo. Necessità spesso negata, a chi non appartiene a una casta di privilegiati, in tempo di recessione e forte disagio sociale.

Dal punto di vista tecnico, la Sciamma sceglie un montaggio episodico, che ricalca quello delle “serie tv”. Numerose le dissolvenze: tanto nero, anche, fino a un minuto e mezzo, per suddividere la storia in capitoli ed enfatizzare le fasi salienti. In tutti gli episodi, c’è sempre la magnetica Karidja Touré, capace di plurime metamorfosi, senza perdere in fascino e in intensità.

Un film innovativo, delicato, ma allo stesso tempo profondo, che colpisce al cuore dello spettatore, senza morbosità né spettacolarizzazione del disagio. La Sciamma è in trattative per farne una serie, in America, dove la convivenza etnica è un tema caldo e manca un’adeguata produzione cinematografica.

Diamante Nero (Bande de filles), 112’, dal 18 giugno al cinema

di Céline Sciamma

Con Karidja Tourè, Assa Sylla, Linsday Karamoh, Marietou Toure

Prodotto da Hold up Films e Lilies Films

Diamante nero – Trailer

 

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