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Ddl Concorrenza: Energia. Approvate misure contorte e sbagliate contro l’interesse dei consumatori

ROMA – Con l’approvazione, avvenuta nella giornata di ieri, degli articoli del ddl Concorrenza relativi al superamento del mercato tutelato in sede di Commissione finanze e attività produttive della Camera, si sancisce l’addio al mercato di maggior tutela in un quadro di forti criticità presenti nel settore dell’energia.

Com’è noto, infatti, nel mercato dell’energia sono frequenti i casi di contratti non richiesti e i problemi di fatturazione e di conguaglio. Inoltre gli utenti che sono rimasti nel sistema tutelato hanno potuto beneficiare di un risparmio di circa il 20% rispetto alle offerte del mercato libero.  

Nonostante i ripetuti e argomentati richiami rivolti sia al ministro Guidi (la quale però è forse più sensibile alle istanze delle grandi imprese che dei consumatori) sia alle competenti commissioni parlamentari, è mancato il coraggio di cassare una “misura chiaramente sbagliata”. Le commissioni stesse stanno ora cercando di abborracciare soluzioni contorte con un’uscita “condizionata” della maggior tutela difficilmente applicabile, dove comunque prevarrà il passaggio al nuovo regime e la data di cancellazione della tutela, scritta in legge al 2018 – scritta in legge. I consumatori si batteranno contro un assetto che getta tutte le famiglie italiane e milioni di piccole e piccolissime imprese in pasto alle strategie di prezzo degli operatori “verticalmente integrati” e oligopolistici.

Noi faremo di tutto per aiutare i consumatori ad aprire gli occhi su quello che questo Governo sta facendo, nascondendosi dietro all’alibi dell’ interesse dei consumatori. È assurdo e paradossale che si discuta oggi di un nuovo assetto che riprodurrà, in peggio, la situazione del mercato energetico della Gran Bretagna, proprio mentre l’antitrust inglese mette nero su bianco, a seguito di un’indagine durata mesi, e pubblicata il 7 luglio (nel silenzio del dibattito italiano) la collusività del mercato d’oltremanica a danno dei consumatori, sottolineando peraltro che l’assenza di un qualunque riferimento di prezzo impedisce alla parte debole, cioè alla domanda, di orientarsi in qualche modo tra le offerte che riceve. L’Authority britannica ha concluso che l’unico modo per far ripartire la concorrenza è l’adozione di misure strutturali forti, prima tra tutte la separazione proprietaria tra le attività di produzione e vendita. La logica è chiara. Se il prezzo dell’energia e quello della vendita dell’energia fanno capo a soggetti diversi, non ci sarà possibilità per i due operatori di arbitrare tra le due voci di formazione del prezzo, a proprio vantaggio e a danno del consumatore. Transitoriamente, l’antitrust inglese ha proposto di imporre almeno un tetto ai prezzi. Il risultato è che molte aziende energetiche in Gran Bretagna hanno abbassato i prezzi, nel timore che, da qui a un anno, vengano veramente introdotte delle misure di separazione proprietaria, a cui si sta seriamente pensando.

Quando, a settembre, riprenderanno le attività parlamentari, le Associazioni dei consumatori rilanceranno la battaglia contro il superamento del mercato tutelato, per salvaguardare l’Acquirente Unico e per la creazione di un mercato più efficiente, trasparente, corretto e realmente vantaggioso per gli utenti.

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