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Argentina. Nessuna intesa tra Macri e Kirchner mentre il paese sprofonda

BUENOS AIRES – Si è concluso con un nulla di fatto, il primo incontro tra il nuovo presidente argentino Mauricio Macri, e la presidente uscente Cristina de Kirchner, avuto ieri presso la residenza di Olivos a Buenos Aires.

Sicuramente il 57° presidente degli argentini, avrebbe voluto qualche dato più preciso sulla situazione economica del suo paese e probabilmente, una maggior collaborazione nella gestione della transizione dei poteri che invece, la “presidenta”, ha ribadito voler mantenere fino al 9 dicembre.

Il 10 dicembre, infatti, avverrà l’investitura ufficiale di Mauricio Macri presso la Casa Rosada. 

Tra le urgenze dichiarate dal nuovo presidente argentino, oltre a quella sull’emergenza sicurezza e narcotraffico, vi sarebbe l’allontanamento del presidente del Banco Central, Vanoli, per poter attuare quei provvedimenti di carattere economico indispensabili alla rimessa in moto di un paese che non cresce da oltre 4 anni. 

Nell’ultimo mese, le riserve del Banco Central, da 2,7 miliardi di dollari, sono scese vertiginosamente a 1,2 miliardi. Una delle cause è stata la controversa norma, adottata da Vanoli poco prima delle elezioni, di vendere ad un prezzo ufficiale (quindi irreale) il dollaro “a futuro” per investimenti. 

Comprando dollari in anticipo ed a bassissimo costo, si garantivano investitori e banchieri, anche da possibili pesanti svalutazioni del peso a scapito, però, delle riserve della banca centrale. Tale norma, è stata ora sospesa per alcuni mesi.

Sempre restando alla moneta, l’Argentina si trova molto svantaggiata rispetto ad altri paesi vicini come il Brasile, che ha svalutato di circa il 45% il suo Real rispetto al dollaro mentre, il Peso, ha subito una svalutazione del 14% solamente, rendendo così sempre meno competitivo il Paese.

E’ di oggi, la notizia della sospensione dei voli da parte della compagnia aerea American Airlines per Buenos Aires, a causa di una ulteriore restrizione, introdotta dallo stato argentino, per i pagamenti in dollari ed in valuta estera. Tale norma prevede il blocco per i pagamenti superiori ai 50 mila USD. Regole valutarie di questa entità, hanno fatto recentemente fuggire quasi tutte le linee aeree dal Venezuela a causa del mancato pagamento, in dollari, dei proventi della vendita dei passaggi aerei alla IATA, da parte dello stato venezuelano.

Nel frattempo, i prezzi dei principali prodotti di consumo, incluso quelli alimentari, hanno riportato un aumento di circa il 25% nel solo mese di novembre e nonostante siano controllati, in parte, dal governo, la corsa all’aumento è irrefrenabile.

Cristina, sembra voler rimanere al potere con le unghie e con i denti. Nell’incontro di ieri, ha voluto incontrarsi da sola con il nuovo presidente e ha proibito foto ufficiali, mentre oggi si è mostrata in pubblico per l’ennesimo evento formale, ovvero, l’inaugurazione di un ospedale rinnovato della provincia di Buenos Aires. 

Davanti ai suoi fedelissimi seguaci, in un’area ricoperta di bandiere della militanza, ha tranquillizzato i presenti, perché non se ne andrà. Rimarrà sempre con il suo popolo. Ha mandato anche un messaggio a Mauricio Macri, senza nominarlo, ricordando che “un paese non è un’impresa e attenzione a non confondersi!”.

Il nuovo presidente, non solo ha accettato la sfida di risollevare le sorti di un grande paese come l’Argentina, ma sconterà anche il fatto di essere un presidente non peronista e non radicale. Era dal 1916 che questo non succedeva. Riuscirà a mantenere la sua promessa di ridurre le enormi contraddizioni e i problemi che soffocano il Paese?

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