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Imprese, Istat: Oltre il 60% del valore aggiunto è prodotto al Nord

ROMA – Oltre il 60% del valore aggiunto nazionale è prodotto al Nord. Nel 2013 il valore aggiunto realizzato dalle imprese industriali e dei servizi diminuisce per il secondo anno consecutivo, con un calo dell’1,7% rispetto al 2012.

E’ quanto emerge dal report dell’Istat “”Struttura e competitività del sistema delle imprese industriali e dei servizi”” nel 2013.La distribuzione del valore aggiunto per ripartizione geografica mostra che più di un terzo (37,8% del totale) è prodotto nelle regioni nord-occidentali (dove risiede il 26,5% della popolazione ) e il 25% in quelle nord-orientali (con il 19,2% della popolazione). 

Complessivamente, quindi, il Nord produce il 62,8% del valore aggiunto nazionale mentre il restante 37,2% viene realizzato per il 20,6% dal Centro (dove la quota di popolazione è pari al 19,9%) e per il 16,6% dalle regioni del Mezzogiorno (dove risiede il 34,4% della popolazione).Nel 2013 persistono consistenti differenziali di produttività fra le imprese operanti nelle regioni del Nord e del Centro e quelle del Mezzogiorno (rispettivamente 49.700 e 31.400 euro per addetto). Le differenze più elevate si registrano nell’industria in senso stretto tra il Nord-ovest, 66.500 euro, e il Mezzogiorno, 46.600 euro. Il livello più basso dell’indicatore si ha nel settore dei servizi del Mezzogiorno (27.700 euro). 

A livello regionale, nel 2013 le regioni con produttività del lavoro più elevata sono localizzate al Nord e al Centro, con la provincia di Bolzano, la Lombardia e il Lazio nelle posizioni più alte; fanalino di coda sono invece le regioni del Sud, in particolare Puglia, Calabria e Molise. La maggiore crescita dell’indicatore si registra nelle regioni del Nord , mentre la maggiore diminuzione si registra nel Lazio e nel Molise.Le regioni che presentano profili produttivi nel settore industriale e nei servizi simili a quelli nazionali (in un intorno del 5%) sono Piemonte, Veneto, Liguria, Toscana e Friuli-Venezia Giulia. La provincia di Bolzano, il Lazio e la Lombardia si collocano sopra i livelli di produttività nazionale, sia nel settore industriale sia nei servizi, e contribuiscono così maggiormente a elevare i valori nazionali. La provincia di Trento e l’Emilia-Romagna hanno un valore superiore a quello nazionale nel settore industriale, attestandosi all’incirca al valore nazionale di produttività per i servizi.

Tutte le regioni del Sud, assieme a Marche e Umbria, hanno valori di produttività per entrambi i settori di attività molto più bassi rispetto a quelli nazionali. La Valle d’Aosta è l’unica regione che si colloca decisamente nel quadrante sud-est (valori più elevati del valore nazionale per l’industria e più bassi per i servizi). Non ci sono regioni con valori più elevati nei servizi e più bassi nell’industria. Mlp 09-dic-15 11.50

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