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Concorso scuola: il Miur non apre il confronto con i sindacati

ROMA – L’incontro tanto atteso dai precari abilitati, tra l’Amministrazione e le sigle sindacali sul concorso a cattedre, si è concluso con un nulla di fatto. Dopo aver inviato in ritardo i materiali del decreto, l’Amministrazione non ha aperto alcun confronto serio ma si  è limitata a un mero ascolto passivo.

Inviare una funzionaria, per quanto abile e competente, col solo compito di prendere nota, ad un incontro decisivo per le sorti di decine di migliaia di docenti, è apparso uno sgarbo e una scorrettezza, non solo nei confronti delle rappresentanze sindacali, ma soprattutto verso le lavoratrici e i lavoratori della scuola pubblica.

La FLC CGIL ha ribadito la sua contrarietà a un concorso che verrebbe bandito nel caos più totale e in assenza di tutele per coloro che in possesso dell’abilitazione e del servizio possono vantare il diritto alla stabilizzazione, compresi i docenti della scuola dell’infanzia delle GAE (Graduatorie ad esaurimento), illegittimamente estromessi dal piano nazionale di assunzioni.

Ad oggi non si conosce il testo delle classi di concorso, non si conoscono le effettive esigenze delle scuole perché non sono in sincronia i tempi della pubblicazione del PTOF (Piano Triennale Offerta Formativa) con quelli delle iscrizioni, ma soprattutto con gli esiti di una mobilità straordinaria che disegnerà un’Italia con situazioni organiche completamente differenti. Il CSPI ha rilevato forti criticità sul concorso e i provvedimenti correlati.

In questo quadro, ci chiediamo quale sia la ragione che motiva la fretta di bandire un concorso, che così com’è congegnato rischia di disperdere professionalità e competenze. Ribadiamo la necessità di definire un piano pluriennale di stabilizzazioni che garantisca i diritti dei precari.

Ancora una volta le relazioni sindacali vengono considerate un peso di cui liberarsi in fretta e non il valore aggiunto per trovare soluzioni che rimettano in asse i diritti. La FLC CGIL contrasterà i provvedimenti selettivi e discriminanti del decreto sul concorso, se essi dovessero essere recepiti con decisione unilaterale dall’Amministrazione. È necessario attivare tutte le iniziative di mobilitazioni possibili  oltre a proseguire con le vertenze legali per chiedere il rispetto della sentenza della Corte di Giustizia Europea.

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