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Cinema Farnese. Serata evento con “ Alfredo Bini, ospite inatteso”

Al Cinema Farnese l’anteprima romana di ‘Alfredo Bini, ospite inatteso’ il documentario di Simone Isola vincitore del Nastro d’Argento per il miglior documentario sul Cinema. Storia e opere dell’uomo che scoprì il Pasolini regista (e non solo) Mercoledì 16 marzo alle 20.30 la proiezione evento con il regista, i produttori e il cast in sala. Cinema Farnese (piazza Campo de’ Fiori, 56)

ROMA  – Nella lunga scia di omaggi e riflessioni del quarantesimo anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini, si presenta come una visione piuttosto imperdibile Alfredo Bini, ospite inatteso, il documentario di Simone Isola applaudito all’ultimo Festival di Venezia e recente vincitore del Nastro d’Argento 2016 per il Miglior documentario sul Cinema, che sarà presentato in anteprima a Roma al Cinema Farnese, mercoledì 16 marzo alle 20.30, alla presenza del regista e del cast. Alfredo Bini, ospite inatteso racconta l’avventura umana e professionale di un produttore mitico del nostro cinema: quel Bini che scoprì e lanciò il Pasolini regista, dall’esordio folgorante di Accattone nel 1960 per tutti i film fino all’Edipo re del ’67; l’uomo che aveva esordito ‘col botto’ con Il bell’Antonio, e che credette nel talento – oltre che nello scandalo – di uno dei nostri più grandi registi, e di altri importanti autori; che negli anni ’70 virò verso un cinema ‘erotico ed esotico’ mentre lavorava con autori del calibro di Bresson e Chabrol; che dopo una stagione di successi, processi, lotte contro la censura, pagine di grande cinema (e di rotocalchi scandalistici) nell’ultima parte della sua parabola si ritrovò ad eclissarsi, senza lavoro, senza più casa, e senza chiedere aiuto al mondo del cinema. Fino a chiedere ospitalità per pochi giorni alla porta di un albergo. Dove sarebbe rimasto 10 anni. In un finale di solitudine, ma anche misteriosamente magico, che è il punto di partenza di questo documentario. Un racconto che rivive nelle testimonianza di amici e ‘collaboratori’ come Bernardo Bertolucci, Claudia Cardinale, Ugo Gregoretti, Piero Tosi, Giuliano Montaldo e altri ancora, e attraverso immagini di repertorio, film, foto e memorie autobiografiche ‘rilette’ da Valerio Mastandrea, regalando il ritratto di un uomo affascinante, scomodo, coraggioso; e una storia inaspettata e trascinante di una stagione irripetibile del nostro cinema.

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