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Inchiesta Potenza: spunta dossier su Delrio. Esposto del ministro

Bersani: “E’ stato scoperchiato il vaso di Pandora”

ROMA – L’inchiesta  dei pm di Potenza che indagano sul caso Guidi-Gemelli  si allarga ancora e spunta un dossier su Graziano Delrio, tirato in ballo dalle intercettazioni in un paio di circostanze. La prima riguarda una telefonata di Valter Pastena al fidanzato della Guidi nella quale dice: “I Carabinieri sono venuti a portarmi in ufficio un regalo. Usciranno le foto di del Delrio a Cutro con i mafiosi…”.

Inutile dire che queste notizie hanno mandato su tutte le furie il titolare delle Infrastrutture che in un’intervista rilasciata a Repubblica ha detto: “A questo punto voglio sapere se davvero pezzi dello Stato tramano contro altri pezzi dello Stato. Voglio sapere se davvero un Carabiniere ha preparato dei dossier falsi contro un ministro della Repubblica. Ho deciso di presentare su questo un esposto alla procura di Roma. Voglio la verita’”.

“Io ho nulla di cui temere – ha aggiunto Delrio -. A Cutro ci sono andato da sindaco di Reggio Emilia. Le due citta’ sono gemellate. Ero li’ con la fascia tricolore. Sono andato ad una cerimonia, per qualche metro ho seguito la statua locale della Madonna. E basta. Hanno provato a invischiarmi in quella roba, ma non hanno trovato niente perche’ era impossibile trovare qualcosa. Mai un avviso di garanzia. “Voglio sapere se questa attivita’ di dossieraggio e’ vera oppure no. Voglio sapere se la gente – non solo un ministro – puo’ fidarsi delle Istituzioni. Poi se vengo attaccato da un comitato d’affari, beh per me e’ un onore. E’ una medaglia da mettere sul petto”. 

Delrio ha detto che “tutti sanno che io ho fama di essere un irreprensibile. Ma queste sono parole. I fatti invece sono che appena arrivato al governo con Renzi, abbiamo nominato Gratteri, magistrato antimafia, alla presidenza della commissione per riscrivere il codice di procedura penale. Io sono stato sempre contro la mafia figuratevi se andavo a Cutro per incontrare i mafiosi”. 

Nel frattempo sulla delicata inchiesta interviene anche Pierluigi Bersani: “L’emendamento su Tempa Rossa ha scoperchiato il vaso di Pandora. Si sta prendendo l’abitudine di assumere decisioni non lineari, senza rispettare i ruoli istituzionali”. L’ex segretario del Pd mette in guardia il premier da se stesso: “Come denuncia Galli della Loggia, Renzi corre il rischio di un isolamento arrogante. Il suo nuovo inizio ha desertificato il Pd e creato una serie di yes men e yes women”. “Io vedo un sistema di decisioni in circuiti troppo stretti e troppo spesso extracorporei. E’ un problema serissimo, e’ ora di mettere un alt. Fermare il conflitto di interessi con delle norme e’ una cosa da fare ma qualche volta e’ come fermare l’acqua con le mani, il punto e’ il rispetto delle funzioni istituzionali. Il Parlamento non puo’ essere chiamato ogni giorno a un voto di fiducia, il Cdm deve fare il Cdm e i ministeri non possono essere aggirati, a cominciare dalle nomine”, spiega Bersani.

E sulla Boschi bersani aggiunge: “Le colpe dei padri non ricadono sui figli, pero’ io non reggerei a un disagio di questo genere. C’e’ da dire che io sono di un’altra generazione e adesso ce n’e’ ben altra…”.

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