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Il libro. “Non avrete il mio odio”: Bataclan, testimonianza toccante

Un giovane racconta il quotidiano dopo la morte della moglie in una strage dell’ISIS. Si legge in un soffio e ha il merito di far sentire vicino ciò che appare lontano, quasi questi mali non riguardassero quell’unica creatura che siamo e che, senza odio, è salvabile

Antoine Leiris, 34enne giornalista di Radio France, è uno di noi. Se andate sulla sua pagina facebook, non aggiornata dal 30 gennaio, non troverete migliaia di mi piace, amici pochi e la sua vita, rivoluzionata dal 13 novembre 2015, giorno dell’attentato al Bataclan di Parigi, non appariva, sino ad allora, diversa da quella di altri giovani professionisti europei. Lui, una moglie e un figlio che, a quel tempo, aveva diciassette mesi.

La compagna di Antoine Leiris è stata assassinata nella strage dell’ISIS al teatro parigino, con lei novantatre persone. Il 16 novembre 2015 Antoine Leiris rispondeva ai terroristi su facebook postando una lettera che ha commosso il mondo e che diceva così: “Venerdì sera avete rubato la vita di una persona eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio, eppure non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio neanche saperlo. Voi siete anime morte. Se questo Dio per il quale ciecamente uccidete ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita nel suo cuore. Perciò non vi farò il regalo di odiarvi. Sarebbe cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi quello che siete. Voi vorreste che io avessi paura, che guardassi i miei concittadini con diffidenza, che sacrificassi la mia libertà per la sicurezza. Ma la vostra è una battaglia persa”

“Non avrete il mio odio”, edito in Italia da Corbaccio, è il libro-testimonianza nel quale Antoine Leiris ci tocca nel profondo con il racconto accorato della sua dolorosa resurrezione accanto al piccolo Melvil, che soffre la mancanza della madre con la forza di chi non si è mai carnalmente separato.   Antoine Leiris, che è uno scrittore eccellente per la capacità di esprimersi con essenzialità, spiega così il suo gesto: “Mi metto a scrivere al computer perché ho delle cose dentro, voglio salvarle da qualche parte e magari condividerle con le persone che conosco. Fino a quel momento ho parlato con gli amici per dire che Hélène è morta ma non ho avuto il tempo di dire come sto. È stato un po’ naif da parte mia affidare i miei pensieri a Facebook, ma il cervello era occupato da molte altre cose. Scrivere è stata una necessità più che una terapia”.

Un libro piccolo e di grande spessore, che si legge in un soffio e con il cuore in gola, che ha il merito di far sentire vivo e vicino, ciò che a volte sbiadisce nell’indifferenza distaccata, come se i mali del mondo non riguardassero quell’unica creatura che siamo e che é possibile, senza odio, salvare.

Scheda del libro

Antoine Leiris

“Non avrete il mio odio”

Corbaccio editore

Pag. 121

Euro 8.50

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