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Femminicidio, 116 donne uccise in soli 10 mesi

ROMA – Sono 116 le donne vittime di omicidio volontario in Italia nei primi 10 mesi del 2016, pari a una media di 12 al mese, confermando nella sostanza il dato ormai consolidato di una vittima ogni 3 giorni. Si tratta di un valore in linea con quello registrato nel 2015, quando le donne uccise nei primi dieci mesi dell’anno sono state 120.

Lo dice il Rapporto Eures, l’Istituto di ricerche economiche e sociali, secondo cui quest’anno il 53,4% dei femminicidi si e’ registrato al Nord e il 75,9% in ambito familiare.

L’età media delle vittime è di 50,8 anni, l’arma da taglio è quella più usata (in un caso su 3), gli uomini sono il 92,5% dei killer. Tra il 2000 – anno record con 199 donne uccise – e il 2016, sempre secondo l’Eures, le donne vittime di omicidio in Italia sono state oltre 2.800, un numero tale da connotare il fenomeno “come un fenomeno di carattere sociale”.

Segue il meridione (con 31 femminicidi, pari al 26,7%) e il Centro (23 donne uccise nei primi 10 mesi del 2016, pari al 19,8% del totale). Anche considerando gli indici di rischio vittimogeno, il Nord si conferma nel 2016 l’area a più alto rischio di Femminicidio, con un indice pari a 5,2 donne uccise per milione di donne residenti, seguita dal Centro (con un indice pari a 4,4) e dal Sud (dove l’indice scende a 3,5).

Nel frattempo anche i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità confermano che la violenza di genere è la prima causa di morte per le donne nel pianeta, ma quasi 6 persone su 10 (58,51%) non lo sanno secondo un sondaggio condotto dall’associazione Diritto in 3 strutture sanitarie di Milano (Policlinico, De Marchi e Mangiagalli), mentre circa 8 su 10 (79,17%) non ritengono le minacce verbali una forma di violenza. Ancora: più di un terzo (35,8%) crede che la violenza di genere riguardi solo famiglie socialmente svantaggiate, e oltre un quarto (il 28%, il 70% donna) è convinto che la gelosia faccia sentire importanti in una relazione di coppia. 

All’indagine dell’associazione impegnata per la prevenzione della violenza di genere – alla quale aderiscono avvocati, giornalisti e professionisti del settore – hanno risposto 364 persone, 244 donne e 120 uomini, di età compresa tra i 18 e i 75 anni, fra pazienti, accompagnatori, personale medico e non. I risultati completi saranno pubblicati in esclusiva su Pourfemme.it domani 25 novembre, in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Intanto sul sito il sondaggio prosegue, in forma anonima, con la speranza di passare da dati lombardi a dati nazionali. Sebbene il 62,08% degli intervistati dichiari di essere venuto a conoscenza di episodi di violenza sulle donne nella sua cerchia di amici e familiari – riferisce una nota – il 43,13% non è informato sulle leggi specifiche che le tutelano (come il la legge 119 del 2013 sul femminicidio), mentre fra chi le conosce il 45,87% le ha apprese solo grazie ai media. Secondo i promotori, “emerge la forte necessità di una maggiore consapevolezza sull’argomento, e proprio su questa linea lavorano Pourfemme.it e DDiritto”. L’associazione offre anche uno sportello legale per un primo aiuto alle vittime, in viale Abruzzi 67 a Milano.  

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